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Niente licenza e lavoro nero, chiuso un ristorante abusivo a Castelfranco

Dietro la facciata di un circolo sportivo si nascondeva un locale in piena regola, scoperto dalle Fiamme Gialle, dove erano impiegati in nero alcuni lavoratori. Denunciato il titolare, adempimenti fiscali in corso

Un locale abusivo mascherato dietro una fittizia associazione sportiva. É quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Modena a Castelfranco Emilia. Un'irregolarità ormai frequente, che vede impegnate le Fiamme Gialle in un'ottica di tutela della libera concorrenza, spesso minata da chi costituisce associazioni o cooperative per guadagnare vantaggi fiscali, ma svolge in realtà attività a fine di lucro che richiederebbero ben altri inquadramenti.

I controlli effettuati in collaborazione con il Corpo della Polizia Municipale di Castelfranco Emilia hanno colpito nel segno facendo emergere una delle tante forme di abusivismo che affliggono il settore del commercio e dei servizi, offrendo - se possibile - un segnale di fiducia anche alla tutela dei lavoratori e delle rispettive posizioni previdenziali e contributive.

Nello specifico, durante una visita a sorpresa effettuata in occasione di una serata organizzata dalla presunta fittizia associazione, nell’ultimo weekend dello scorso mese di agosto, all’interno dei locali sede della stessa associazione è stata rilevata la presenza di circa un centinaio di clienti che, a fronte del pagamento di specifici corrispettivi - certamente non compatibili con il funzionamento di un organismo associativo - si intrattenevano nella consumazione di pasti in un convivio animato da un piano bar.

Oltre ad applicare le sanzioni previste sia per il “lavoro nero” che per la mancanza delle licenze amministrative, la Direzione Provinciale del lavoro, in ragione della proposta formulata dalla Guardia di Finanza, ha già disposto la misura cautelare della chiusura dell’esercizio a tempo indeterminato, nelle more della regolarizzazione dell’intera posizione.

Sotto il profilo fiscale, sono tuttora in corso gli accertamenti del caso finalizzati alla quantificazione del cospicuo business sviluppato dalla fittizia associazione che costituirà oggetto di segnalazione all’Agenzia dell’Entrate. L’attività abusiva scoperta, attiva dai primi giorni del mese di maggio del 2013, è risultata gestita da un soggetto residente a Castelfranco Emilia, di nazionalità italiana, quale presidente dell’Associazione sportiva. 

In questi mesi sono stati numerosi gli “eventi conviviali” organizzati dall’ente con modalità analoghe a quelle sopra delineate, i cui profitti illecitamente conseguiti e mai dichiarati al Fisco saranno quantificati all’esito degli approfondimenti fiscali in corso. Benché qualificatasi quale Associazione sportiva, la medesima - per quanto al momento accertato - non risulterebbe aver mai organizzato ovvero sostenuto iniziative di carattere sportivo, ad ulteriore conferma della fittizia configurazione della stessa, in realtà esercente una vera e propria attività commerciale.

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