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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Caduti in Guerra / Viale Martiri della Libertà, 34

Tutela delle opere d'arte, troppe per essere interamente protette dai ladri

In provincia sono catalogate dalla Soprintendenza 38mila opere, più di 11mila solo nel capoluogo. Tesori disseminati in 400 chiese, alla mercè dei malviventi. Il punto in Prefettura e l'impegno a garantire sistemi di protezione

Presieduta del Prefetto di Modena, Michele di Bari, si è svolta questa mattina la preannunciata riunione dedicata al tema della tutela delle opere d’arte custodite nelle Chiese del territorio, programmata dopo il panico serpeggiato a seguito del furto del Guercino ed in considerazione di crescenti episodi di furto di quadri ed oggetti sacri presenti negli edifici di culto.

Una riunione cui hanno partecipato, oltre ai vertici delle Forze di Polizia, il Sindaco del Capoluogo, il Procuratore della Repubblica di Modena Vito Zincani, l’Assessore provinciale Daniela Sirotti Mattioli, il Vicario generale della Arcidiocesi, Mons. Giacomo Morandi ed il Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Modena Stefano Casciu.

L'ambizioso obbiettivo dell'incontro, oltre alla mappatura dell'esistente, è stato quello di elaborare comuni strategie sinergiche per una tutela più efficace del ricchissimo patrimonio storico-artistico presente nelle chiese e privo di metodi di protezione. Pochissimi allarmi e pochissime telecamere, come evidenziato nella relazione del Soprintendente Stefano Casciu, che espongono le circa 400 chiese del territorio modenese a facili incursioni criminali.

Un punto a favore è rappresentato dalla completa catalogazione che Soprintendenza da un lato e Diocesi dall'altro hanno del patrimonio esistente: 38.200 opere in provincia, di cui 11.200 a Modena città, tutte schedate, fotografate e informatizzate. Una rete che aiuta la tracciabilità, rende difficile la vita a chi voglia rivendere la refurtiva, ma che tuttavia non è in grado da sola di prevenire il furto.

Dal Prefetto Michele di Bari è giunta una nuova sollecitazione alle Forze dell'Ordine, che vedranno gli edifici di culto rientrare d'ora in poi nel novero degli obiettivi sensibili, sottoposti a controlli più frequenti. L'istallazione di sistemi di allarme e anti intrusione – così come promesso ieri dal sindaco Muzzarelli per le cinque chiede di proprietà comunale – è diventata una priorità anche per l'Arcidiocesi di Modena e Nonantola, incalzata dal Prefetto. Ma si dovrà fare i conti con le risorse sempre più scarse, sperando negli interventi di privati e Fondazioni e valutando attentamente la possibile ricollocazione di alcune opere di maggior pregio.

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