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Cronaca Stadio Braglia / Viale Monte Kosica

Deruba una donna incinta sull'autobus, inseguito e arrestato

La giovane con una bimba piccola nel passeggino viene avvicinata da un uomo che distrae la vittima facendo i complimenti alla figlioletta e intanto ruba il telefono dalla borsa. Rintracciato in un phone center e arrestato

Siamo sull'autobus Seta, linea urbana 4, intorno alle ore 15 di ieri. Mentre il mezzo si dirige verso la stazione ferroviaria, un uomo si avvicina ad una ragazza incinta che porta con sé una bimba piccola su un passeggino. Lo sconosciuto si complimenta per la bimba e accenna qualche coccola, poi, in tutta fretta, scende dal mezzo alla prima fermata utile, lungo viale Monte Kosica. La mamma si insospettisce e nota che l'uomo, uno straniero nordafricano, si allontana velocemente con qualcosa in amano: è il suo smartphone, abilmente sottratto dalla borsetta attaccata al passeggino della figlia.

La ragazza grida e scende dal bus, ma non può rincorrere il malfattore, per evidenti ragioni. Un passante capisce cosa è accaduto e si lancia all'inseguimento, ma il magrebino è più veloce e riesce a dileguarsi. Parte quindi l'allarme alle forze dell'ordine e una pattuglia della Volante si porta in viale Monte Kosica, raccoglie le testimonianze dei presenti e si mette sulle tracce del ladro ipotizzando un percorso di fuga.

Le ricerche hanno successo. Qualche decina di minuti dopo infatti, gli agenti di Polizia irrompono in un locale in via Rismondo, un phone center gestito da un cittadino pakistano, noto per essere un ritrovo di pregiudicati. Qui si nasconde il malvivente, marocchino irregolare di 33 anni, che si è disfatto della giacca, del borsello e del cellulare, fingendo di essere impegnato ad una postazione internet. Ma gli agenti perquisiscono il locale, ritrovano la refurtiva nascosta in un box telefonico e inchiodano il malvivente.

In suo possesso i poliziotti trovano anche un tronchese e per il magrebino scatta l'arresto, con l'accusa di furto  e di detenzione di arnesi da scasso. Il blitz in via Rismondo si è poi rivelato determinante anche per l'arresto di altre due persone, sorprese in possesso di diverse dosi di stupefacenti. Il marocchino è stato accompagnato in carcere in attesa del giudizio per direttissima, mentre il telefono è stato restituito alla vittima del furto.

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