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Cronaca San Prospero

Antica acquasantiera rubata e rivenduta online. Recuperata dai Carabinieri

L'antico cimelio del 1600 è stato recuperato, dopo un’assenza di oltre quattro anni, grazie al Comando Tutela Patrimonio Culturale che oggi ha restituito l'acquasantiera alla Chiesa di Staggia di San Prospero

L’acquasantiera a fusto in marmo rosso di Verona, alta 119 cm e di diametro 70, realizzata da anonimo scultore veronese nella seconda metà del XVII secolo, scolpita a tutto tondo liscio con base a sezione triangolare scantonata con volute angolari, fu trafugata da ignoti malfattori tra il 14 e il 15 ottobre 2019, ed è stata ora recuperata dal Nucleo TPC di Bologna nel mese di giugno del 2022.

Le indagini

L’accurata attività di indagine è stata sviluppata dai Carabinieri TPC dopo essere venuti a conoscenza, nel corso di autonome indagini sui canali di commercializzazione illecita di beni culturali e della consueta attività di controllo delle piattaforme digitali, della vendita di un’antica acquasantiera proveniente dal furto consumato all’interno della chiesa di Staggia alla fine del 2019. Difatti, l’immagine dell’acquasantiera asportata era stata inserita all’epoca del furto nella “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti” gestita dal Comando TPC, e, proprio dai preliminari accertamenti condotti, i Carabinieri potevano rilevare che la foto del bene culturale posto in vendita sul mercato antiquariale nella provincia di Cuneo corrispondeva a quella trafugata tra il 14 e 15 ottobre 2019 dall’interno della Chiesa del “Santissimo Nome di Maria” di Staggia di San Prospero (MO).

VIDEO | Riconsegnata alla comunità l'acquasantiera del '600 rubata nel 2019

Contestualmente all’attività investigativa in corso, il Nucleo TPC di Bologna aveva ricevuto  un’analoga segnalazione da parte della Stazione Carabinieri di San Prospero, dopo che un cittadino del luogo, frequentatore e attento conoscitore dei beni d’arte presenti nella Chiesa di Staggia,  aveva riferito ai militari dell’Arma territoriale di aver rilevato sul WEB proprio la presenza dello stesso bene ecclesiastico su cui forniva ulteriori particolari utili per il suo riconoscimento, quale la presenza di un’armatura in ferro battuto realizzata alla fine degli anni ‘60 da un parrocchiano del posto e collocata, per una maggiore stabilità dell’opera, tra la vasca e la colonnetta di sostegno. 

A conclusione delle indagini condotte dai Carabinieri dell’Arte, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo, il Giudice per le Indagini Preliminari dello stesso Tribunale, in virtù della rivendica avanzata dal citato Ente Ecclesiastico, disponeva la restituzione dell’antica acquasantiera alla Chiesa di Staggia, consentendo così all’Arcidiocesi di Modena-Nonantola il ritorno del reperto proprio in occasione della Festa del Patrono e di poterlo restituire, a distanza di un anno dall’avvenuta ricostruzione e riapertura della Chiesa,  alla comunità parrocchiale e quindi all’intera collettività.

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