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Cronaca Maranello

Il colpo di pistola, un nuovo matrimonio e l'iniezione fatale: il dramma di Samanta

Chi era Samanta Migliore, morta ieri a Maranello a soli 35 anni. Due anni fa vittima di tentato omicidio da parte dell'ex compagno

Si è spenta a soli 35 anni la vita di Samanta Migliore: una vita intensa e costellata di difficoltà. Una vita quasi spezzata, ripresa per un soffio, poi di nuovo svanita. Oltre una decina di anni fa Samanta aveva lasciato la Campania, sua terra natale, per trasferirsi a Maranello, dove lavorava presso un'impresa di pulizie. Una persona umile, che dava tutta sè stessa per i suoi cinque figli, avuti da due relazioni precedenti. Una delle quali le era quasi costata la vita.

Muore dopo un ritocco al seno a domicilio, tragedia a Maranello

Il tentato omicidio

Due anni fa, infatti, l'ex compagno Giuseppe Micillo, campano anche lui, le aveva sparato per ucciderla (in foto). Il dramma si era consumato, come sempre accade, dopo una relazione burrascosa che i due avevano intrattenuto per anni. Il 16 novembre di due anni fa il 47enne aveva infatti chiesto nuovamente alla donna di poter tornare insieme, incontrando un nuovo rifiuto. Le aveva portato un mazzo di rose, ma se con una mano le offriva, nell'altra nascondeva una pistola. E dopo aver perso le staffe, con quella calibro 6,35 (detenuta illegalmente) aveva aperto il fuoco puntando alla testa della donna.

Un dolore acuto, il sangue e poi la nebbia. Samanta era stata salvata dai sanitari e dai medici di Baggiovara: il proiettile fortunatamente si era fermato pochi millimetri prima di penetrare nella calotta cranica. 

Spara in testa alla compagna, arrestato un 47enne a Maranello

Micillo aveva poi confessato il fatto, costituendosi ai Carabinieri convinto di aver ucciso Samanta. Per quel tentato omicidio il 47enne era stato condannato un anno dopo alla pena di 7 anni e 4 mesi. Solo poche ore fa la sentenza era stata confermata in Appello.

Una nuova vita, subito spezzata

La mamma maranellese aveva intanto ricominciato a vivere, dopo la riabilitazione e il superamento del trauma. Non solo: aveva anche conosciuto un altro uomo, con il quale era convolata a nozze soltanto un mese fa. La famiglia allargata viveva nell'appartamento di via Vespucci: i due coniugi e cinque figli. Ma il sogno di ricreare una famiglia forte isieme al suo Antonio, 44enne napoletano, e di veder crescere i figli si è interrotto in modo improvviso.

Un destino beffardo che ha assunto le forme di un'iniezione per un trattamento estetico, cui la 35enne si è sottoposta ieri. Un "ritocco" al seno che è stato eseguito a domicilio, quando in casa era presente anche la famiglia. A praticarlo una donna di origine straniere, della quale al momento non si conosce la qualifica, nè tantomeno l'identità. L'estetista è fuggita non appena ha capito che l'iniezione aveva provocato un malore alla paziente e sono stati i famigliari ad avvertire il 118. Il tentativo di rianimazione e le terapie somministrate non sono bastate a salvare la vita di Samanta: al momento non si conoscono le cause esatte del decesso, dovuto evidentemente ad una reazione avversa alla sostanza iniettata.

La famiglia si è chiusa nel riserbo, mentre la Procura e l'Arma dei Carabinieri stanno indagando sul caso. Ovviamente anche in questo caso in assoluto silenzio.

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