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Cronaca Caduti in Guerra / Viale Martiri della Libertà, 38

Servizi pubblici, oggi lo sciopero nazionale indetto da Cisl

Il segretario provinciale Ballotta al presidio sindacale davanti alla Prefettura: "Basta denigrare i lavoratori pubblici, il governo apra il confronto"

Oggi il pubblico impiego si è fermato anche a Modena per lo sciopero nazionale proclamato dalla Cisl. Hanno aderito i lavoratori della scuola, sanità, enti locali, Stato, parastato, università e sicurezza. Sono complessivamente 26 mila i dipendenti pubblici modenesi, tutti accomunati dal blocco dei rispettivi contratti nazionali, fermi dal 2009. «Chiedendo i rinnovi contrattuali di questo fondamentale settore del mondo del lavoro, diamo sostanza al ruolo e alla funzione fondamentale del sindacato – afferma il segretario provinciale della Cisl William Ballotta - Non è accettabile che un contratto resti ancora bloccato, nonostante siano passati sei anni dall'ultimo rinnovo; non è accettabile che tanti lavoratori si vedano negare la possibilità di un confronto sulle trasformazioni che, in tempi di così rapidi cambiamenti, investono le loro professionalità; non sono accettabili l'ostilità, il disprezzo, l'arroganza con cui da troppo tempi viene trattato chi lavora nel pubblico».

Stamattina la Cisl di Modena ha organizzato un presidio davanti alla prefettura; una delegazione, composta dal segretario provinciale Ballotta, Monica Barbolini (segretaria provinciale Cisl Scuola) e Patrizia De Cosimo (segretaria provinciale Cisl Funzione pubblica) ha incontrato il capo di gabinetto della prefettura Mario Ventura e Renato Sodano, della segreteria della prefettura, per illustrare ragioni e obiettivi dello sciopero.

«Le motivazioni sono le stesse che hanno visto concludere con la manifestazione nazionale unitaria dell'8 novembre a Roma una prima fase di mobilitazione che indicava nel rinnovo del contratto la risposta credibile per un'attenzione che non può essere fatta solo di parole e di annunci – ricorda Ballotta - Una richiesta avanzata in modo chiaro, con fermezza e con responsabilità, dalle lavoratrici e lavoratori e dalle loro organizzazioni di rappresentanza. Una richiesta che il governo, nell'incontro del 17 novembre, diversamente che su altri aspetti, non ha voluto prendere minimamente in considerazione. Da qui la risposta necessaria e inevitabile dello sciopero che avrebbe potuto e dovuto essere unitario. Non è stato così perché altri non hanno ritenuto che valesse la pena lasciare al tema del lavoro pubblico la stessa centralità che ha permesso di impostare e seguire percorsi di mobilitazione ampiamente condivisi. Il pluralismo sindacale, che è nella storia e nella cultura del nostro paese, impone a tutti di saper vivere anche i momenti in cui prevalgono le differenze, come passaggi difficili, ma comunque utili a individuare poi i punti comuni e forti che – conclude il segretario provinciale Cisl - ci uniscono nella difesa del lavoro e delle sue tutele».

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