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Sciopero e blocchi a Castelnuovo, si riaccende la protesta alla Alcar Uno

Da prima dell'alba di oggi gli aderenti al sindacato SI Cobas sono scesi in strada davanti all'azienda dei fratelli Levoni, già al centro di una complessa vertenza sfociata in un processo

Si è rianimata all'improvviso questa mattina, già prima delle ore 5, l'area intorno alla Alcar Uno di Castelnuovo Rangone, l'azienda di trasformazione carni che lo scorso anno era stata il fulcro della protesta sindacale dell'intero settore modenese. Ancora una volta sono i lavoratori del sindacato autonomi SI Cobas a scendere in strada e a scioperare, mettendo in atto un blocco davanti ai cancelli della ditta per fermare i camion in entrata e in uscita dallo stabilimento.

La protesta verte ancora sugli stessi temi già sollevati in passato, come spiega il sindacato in una nota: "Alla Alcar Uno sembra di essere tornati a cinque anni fa: cooperative irregolari, TFR dei lavoratori scomparsi, licenziamenti politici e vessazioni agli operai. Quello che la famiglia Levoni non capisce è che tornare indietro non è possibile: i diritti conquistati a duro prezzo con le lotte degli anni passati non possono essere cancellati!".

Alle accuse dei SI Cobas hanno risposto i 52 lavoratori iscritti, che hanno proclamato uno sciopero per esigere il "reintegro dei loro tre colleghi licenziati ingiustamente ad agosto e per ottenere i TFR dovuti per legge". Il picchetto ha creato difficoltà anche alla viabilità intorno a via della Pace, con l'intervento della Municipale per regolare il traffico.

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