Scontro sui contributi alle famiglie in difficoltà. Solidus: "Pronti ad azioni legali contro i sindacati"

E' scontro tra i sindacati Cgil, Cisl e Uil e l'Associazione Solidus Onlus sulla concessione di contributi alle famiglie in difficoltà sul bando presentato dalla onlus. L'Associazione è pronta ad azioni legali se non ci sarà smentita dei sindacati

Davanti all'avviso per la concessione di contributi alle famiglie in difficoltà sul bando dell'Associazione Solidus Onlus , i sindacati Cgil, Cisl e Uil ha esposto delle perplessità: "L’iniziativa, lanciata dall’associazione Solidus onlus di Modena, potrebbe in realtà nascondersi un’operazione di marketing volta ad aumentare il numero di pratiche fiscali e di fatturato di altri soggetti. È proprio il fatto che la sede legale della onlus si trovi presso un Caf ad aver destato i sospetti dei sindacati, che sollecitano un controllo alle autorità preposte".

LA CONTESTAZIONE DEL SINDACATO

 "Nel suo avviso Solidus afferma di voler concedere contributi mensili, variabili da 100 a 300 euro, e buoni spesa alle famiglie bisognose. Per presentare la domanda – spiegano Cgil, Cisl e Uil - bisogna compilare un modulo e corredarlo di Isee valida. In questi giorni diversi cittadini, soprattutto stranieri, si sono rivolti alle nostre sedi sindacali e a quelli dei nostri Caf per farsi assistere nella compilazione del modulo e dell’Isee. È stato così che abbiamo cominciato ad avere qualche dubbio e a cercare di vederci chiaro, ma abbiamo riscontrato perlomeno poca trasparenza - ai sindacati pare strano che - il numero di contributi erogabili è strettamente legato al finanziamento dell’iniziativa da parte di enti e associazioni”. Cosa significa? Che senza finanziamenti esterni non saranno erogati contributi?"

LA REPLICA DELL'ASSOCIAZIONE. 

E' giunto oggi la replica dell'Associazione Solidus Onlus che ha spiegato: "I Sindacati in questione hanno, forse, dimenticato che in fase di pre pubblicazione del bando le loro sedi regionali erano state contattate per un’eventuale collaborazione, tanto economica quanto logistica, me che nessuna di loro ha ritenuto opportuno nemmeno rispondere all’invito. Inoltre, ancora forse per distrazione, loro stessi hanno dichiarato che diversi cittadini si sono rivolti ai loro uffici per la compilazione del modello ISEE, quindi con un incremento anche delle loro pratiche (come risulta dagli atti migliaia di attestazioni ISEE per la presentazione delle domande sono state effettuate dai CAF emanazione di CGIL, CISL e UIL), se in quest’ottica si vuole leggere un’operazione che, invece, è nata come unicamente rivolta alla beneficenza diretta". 

"Dai dati della responsabile regionale del CafItalia, Katia Parisi, presente alla conferenza, - spiega l'Associazione - circa il 60% delle domande è pervenuta già corredata dalla certificazione ISEE, che è quindi stata compilata presso altre strutture. La sig.ra Parisi si è detta dispiaciuta per questo attacco a una struttura che ha messo a disposizione il proprio personale anche oltre gli orari d’ufficio, proprio per far fronte alle richieste delle famiglie in difficoltà.  Specifichiamo che le risorse destinate al bando provengono dal 5 x mille dell’Associazione Solidus, a cui l’FNA Emilia Romagna ha aggiunto euro 10.000. La cifra totale non è stata indicata nel bando proprio perché le trattative con altri enti e fondazioni sono ancora in corso. La speranza è di poter incrementare fino all’ultimo l’ammontare da destinarsi".

Quindi l'Associazione critica il sindacato sostenendo: "Forse chi usa la povertà non è l’FNA Emilia Romagna, ma chi fa uscire un comunicato a tre giorni dalla scadenza del bando, dopo aver però compilato centinaia e centinaia di modelli ISEE. Purtroppo non è stato possibile chiederlo ai diretti interessati, visto che l’unico loro rappresentante presente oggi – l’addetto stampa della Cisl, Silvio Cortesi - ha scelto di partecipare unicamente in veste di uditore. Riteniamo molto grave che nessuno di CGIL, CISL e UIL abbia raccolto l’invito a partecipare alla conferenza, in modo da poter creare un contraddittorio con finalità esplicative per entrambe le parti.  Crediamo che ci si dovrebbe, piuttosto, chiedere perché siano state così tante le persone che hanno presentato domanda, evidenziando un problema di disagio socio-economico grave, ben al di sopra di ogni più infausta aspettativa. Ma forse ciò non fa notizia".

L'Associaizone conclude dicendo: "Se non ci saranno smentite, i referenti sia del CafItalia che dell’Associazione Solidus Onlus valuteranno se intraprendere delle azioni legali a tutela del proprio nome e del proprio operato".
 

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