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Il Tar blocca le Fonderie della Madonnina, l'attività deve essere sospesa

Il Tar di Bologna ha dato ragione ad Arpae, che aveva imposto il fermo agli impianti a fine gennaio

Il Tribunale amministrativo regionale di Bologna,, con un’ordinanza depositata proprio questa mattina, ha respinto la richiesta delle Fonderie Cooperative di Modena di sospendere la diffida, con contestuale sospensione delle attività, emanata lo scorso 27 gennaio dalla responsabile del Servizio autorizzazioni e concessioni Arpae di Modena, Barbara Villani.

"In particolare il Tar evidenzia che Arpae, nella complessa vicenda in esame, ha indirizzato la propria azione amministrativa, e la relativa attività istruttoria, al perseguimento della tutela della salute e dell'ambiente. La decisione dei giudici amministrativi - che supera il precedente provvedimento monocratico del 3 febbraio - segna quindi una chiara conferma della correttezza delle azioni delle amministrazioni pubbliche che si erano congiuntamente costituite in giudizio a difesa dei provvedimenti impugnati e comporta l'obbligo per l'azienda di sospendere la propria attività di fusione e di continuare a gestire i rifiuti prodotti nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge", segnala Arpae.

"La decisione di oggi - commenta il direttore generale di Arpae, Giuseppe Bortone - è il riconoscimento di un lavoro di squadra portato avanti dall'Agenzia in piena sinergia con le istituzioni locali, a iniziare dal Comune di Modena. Continueremo a presidiare questa rilevante questione. Ringrazio il nostro Servizio autorizzazioni e concessioni, il Servizio territoriale per la qualificata attività tecnica e il Servizio Avvocatura per la difesa in giudizio dell'ente".

L'ispezione e la decisione di Arpae

Nel corso del sopralluogo effettuato martedì 25 gennaio dal Servizio territoriale di Arpae era emerso che l’azienda non aveva rispettato quanto richiesto nell'ultima diffida del 9 dicembre 2021 relativamente alla gestione di alcune tipologie di rifiuti: in particolare, la quantità di una categoria di rifiuti stoccata all'interno dell'azienda, che doveva essere avviata a smaltimento per rientrare nei quantitativi previsti dalla legge, era invece aumentata rispetto al quantitativo presente al momento della diffida.  

Ricordiamo poi che Arpae aveva negato la richiesta, avanzata da Fonderie Cooperative, di prorogare la durata dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), in scadenza il 31 gennaio 2022: il cronoprogramma per la dismissione comunicato dall'azienda ad Arpae il 28 settembre 2021 prevedeva infatti la cessazione delle attività produttive al 31 gennaio 2022. L'attività era di fatto proseguita, ma ora pare arrivata in modo definitivo la parola fine.

Verso la dismissione

“Con la chiara e netta decisione del Tar, ci auguriamo che si possa aprire al più presto la fase tecnica di dismissione dell’attività delle Fonderie cooperative alla Madonnina, così da avviare concretamente il percorso per la rigenerazione dell’area”.  Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli commenta così l’ordinanza del Tribunale amministrativo.

Il sindaco, inoltre, ribadisce “la piena disponibilità del Comune ad attivare, su proposta del privato, procedure di accordo operativo per valorizzare l’area una volta superata la produzione industriale, così da creare anche le condizioni per garantire l’occupazione. L’area delle Fonderie Cooperative alla Madonnina, infatti, è individuata anche nel Pug come strategica per la rigenerazione e, a livello di rione, dovrà assolvere ad alcuni obiettivi: offrire un mix funzionale con connessioni alla Diagonale e alla zona sull’altro lato. Alla luce delle indicazioni del nuovo Piano sono state sviluppate anche alcune prime ipotesi di massima per offrire un contributo alle prospettive di sviluppo”. Per Muzzarelli, quindi, riprendendo ciò che aveva già spiegato in Consiglio comunale, “ora siamo entrati in una nuova fase e porteremo avanti il nostro lavoro con il coinvolgimento del Quartiere e dei residenti della Madonnina e della zona ovest della città”.

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