Mazzette per aggirare i collaudi delle giostre, sequestri anche nel modenese

Una trentina le attrazzioni cui i Carabinieri hanno posto i sigilli dopo un'inchiesta partita da Vercelli, dove un Ccomandante della Polizia Municipale avrebbe concesso un migliaio di autorizzazioni senza effettuare le verifiche di legge sui macchinari

foto di repertorio

Così come in molte altre province italiane, anche diversi giostrai modenesi sono stati travolti ieri dall'inchiesta dell'Arma coordinata dalla Procura di Vercelli, che ha scoperchiato quello che sembra un vastissimo giro di corruzione legato alle certificazioni di sicurezza che per legge devono essere emesse quando i nuovi macchinari per gli "spettacoli viaggianti" entrano in funzione. I controlli possono essere eseguiti nel Comune di costruzione, in quello di primo impiego, oppure in un altro Comune qualsiasi che si rende disponibile a vagliare il macchinario e ad emettere un codice identificativo che ne certifica la sicurezza.

L’indagine ha preso avvio nel marzo 2018. È il Sindaco del Comune di Borgo d’Ale (VC), estraneo ai fatti, il primo a notare alcune gravi anomalie rispetto alle procedure, previste dalla legge, per il rilascio delle autorizzazioni/certificazioni di esercizio. Una situazione che viene immediatamente condivisa con i Carabinieri, i quali hanno individuato il Comandante della Polizia Locale del comune del vercellese come colui che avrebbe, dietro illeciti compensi, rilasciato oltre 1.000 codici identificativi a vantaggio di giostre per spettacoli itineranti, senza che venissero effettuate le prescritte verifiche, in particolare quelle di competenza della Commissione comunale/provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, che dovrebbe (verificata la documentazione dell’attrazione) procedere al “controllo di regolare funzionamento nelle ordinarie condizioni di esercizio”.

Il piccolo centro vercellese sarebbe diventato quindi "l'Eldorado" di centinaia di società e singoli giostrai, che avevano l'opportunità di velocizzare le pratiche per la messa in fuznione delle giostre grazie alle mazzette, da 150 euro per le giostre più piccole, come tirapugni e macchinette a gettone, a 250-300 euro per le giostre più grandi come ruote panoramiche e piste di pattinaggio.

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La necessità di interdire in modo efficace e definitivo l’uso di attrezzature potenzialmente pericolose ha reso necessario un provvedimento di sequestro disposto dall’Autorità Giudiziaria vercellese a carico di 1.095 divertimenti e spettacoli viaggianti nei confronti di quasi 700 persone o società proprietarie, presenti in 88 province. A Modena sarebbero una trentina le giostre sequestrate a carico di circa venti soggetti. Tra le persone denunciate anch un residente di Spilamberto, che si aggiunge ad altri 35 indagati, di cui sette ristretti in carcere o ai domiciliari.
 

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