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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Carpi

Scattano i sequestri patrimoniale per la banda pakistana "AK-47 Carpi"

La Guardia di Finanza di Modena ha eseguito un decreto di sequestro preventivo d'urgenza, per un valore complessivo di 550 mila euro, nei confronti di tre stranieri indagati per reati fiscali ed autoriciclaggio

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Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Modena ha eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza di beni per un valore complessivo di quasi 550mila euro, emesso dalla Procura e convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale il 9 maggio, nei confronti di tre cittadini pachistani residenti a Carpi, indagati, a vario titolo, per reati fiscali ed autoriciclaggio, in quanto formali titolari o amministratore di fatto di due ditte individuali utilizzate per la commissione degli illeciti.

Il sequestro è stato disposto nella fase delle indagini preliminari a seguito di un’articolata indagine delegata condotta dalla Digos di Modena con la collaborazione del Commissariato di Polizia di Carpi nei confronti di un’associazione per delinquere sotto il nome della sigla nota come “AK-47 Carpi”, accusata di estorsioni, lesioni personali, minacce, autoriciclaggio, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Nel corso delle indagini - che hanno portato a numerosi arresti lo scorso 30 aprile - la Procura ha delegato i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena per l’esecuzione di accertamenti patrimoniali, in sinergia con il personale della Questura, con particolare riferimento all’analisi della documentazione bancaria relativa ai rapporti tra le società committenti e le imprese individuali riconducibili al capo dell’organizzazione.

Sono quindi state ricostruite movimentazioni di somme di denaro superiori ad un milione e mezzo di euro, relative alle procedure adottate al fine di far pervenire ai lavoratori pagamenti in nero, quantificando compiutamente l’ammontare delle imposte complessivamente evase, in quanto le predette imprese non presentavano le previste dichiarazioni ai fini IVA, e delle somme provento dei delitti fiscali e delle attività di “caporalato” che sono state reimpiegate in attività economiche, finanziarie e imprenditoriali.

All’esito di tali accertamenti è stato emesso il provvedimento cautelare reale che è stato eseguito nella forma per equivalente, con il sequestro di due immobili e due garage, ubicati nel comune Carpi e risultati di proprietà dei tre indagati, per un valore di quasi 250 mila euro.

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