Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Siti “liberi” e siti proibiti, polemica sulle restrizioni web imposte ai militari

Due liste separate in cui sono indicati i siti web consentiti e quelli inibiti al personale dell'Aeronautica. La Cgil denuncia le limitazioni imposte al personale militare circa l'uso di internet sul posto di lavoro e accusa di discriminazione

Torna a far discutere la scelta da parte del “datore di lavoro” di censurare parte dei siti web accessibili ai “dipendenti”, per arginare perdite di tempo e improduttività. Ma questa volta il datore di lavoro è niente meno che il Ministero della Difesa e i dipendenti sono i militari dell'Aeronautica. Una segnalazione partita da Modena, che ospita un polo logistico, seppur ormai in stato di avanzata dismissione, e rilanciata da parte del sindacato Cgil e da Ficiesse.

In buona sostanza, il Comando Logistico dell'Aeronautica Militare, ha emanato una direttiva rivolta a tutti gli operatori dipendenti, per regolare e limitare gli "accessi ad internet. Ne sono nate una white list e una black list, racchiuso in una trentina di pagine fitte che non lasciano equivoci, ben ordinate in capitoli che elencano i siti istituzionali, del trasporto, bancari, assicurativi, informazione e stampa,informatica,istruzione,industrie e varie. In pieno stile militare.
Ma a far discutere è il mix poco comprensibile di siti web che compaiono nelle due liste. Solo qualche esempio. E' inspiegabile perchè si trovino nell'elenco degli "ammessi" i siti stampa del Resto del Carlino e Rimini Info, mentre tra gli "inibiti" ci sia l'Avanti, la Nuova Ferrara e Telestense. Incomprensibile perchè nell'elenco dei buoni si trova l'Università di Ferrara e manchino tutti gli altri atenei emiliano-romagnoli. Ancor peggio, sarebbe necessario chiedere ragioni per l'iscrizione tra gli inibiti, del Gruppo Hera ed il sito del Sistema Informativo Appalti della Regione Emilia-Romagna. 

Ma quello che ha fatto drizzare le antenne al sindacato riguarda proprio le proprie pagine e quelle dei “concorrenti”. Nella white list dei siti istituzionali compaiono le sigle sindacali della UIL ed UGL, mentre nella lista nera dei siti inibiti compaiono CGIL e CISL. Vengono poi oscurati i siti di "Militari - Assodipro" e di " Ficiesse", l'importante associazione che organizza migliaia di operatori della Guardia di Finanza e liberi cittadini.

Da qui l'insurrezione della forza sindacale: “Roba da guerra fredda! Cosa e chi ne risponde? E' evidente l'obiettivo censorio e discriminatorio di alcuni massimi vertici militari, nel più evidente spregio delle fondamentali garanzie costituzionali. E' urgente e necessario per Governo e Parlamento, da domani, intervenire per bloccare e correggere simili distorsioni”.

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