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Giovedì, 30 Giugno 2022
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Ambiente, on-line le imprese che recuperano rifiuti speciali

L'obiettivo della pubblicazione è quello di rendere più agevole il conferimento da parte delle imprese dei rifiuti prodotti e l'individuazione da parte delle ditte che si occupano di smaltimento e recupero

Un elenco di oltre 100 ditte modenesi che gestiscono rifiuti speciali di origine industriale è ora disponibile sul sito della Provincia di Modena (www.provincia.modena.it, cliccando sui servizi on-line per imprese ed enti). Si tratta di un primo elenco, degli oltre 200 impianti presenti, contenente le informazioni sulle ditte che finora hanno consentito la pubblicazione. L'obiettivo della pubblicazione è quello di rendere più  agevole il conferimento da parte delle imprese dei rifiuti prodotti e l'individuazione da parte delle ditte che si occupano di smaltimento e recupero.

Per gran parte delle imprese vengono indicate anche tutte le tipologie di rifiuto gestite, mentre per le altre, quelle autorizzate con Autorizzazione integrata ambientale (Aia) a effettuare operazioni di recupero di rifiuti, si rimanda per ulteriori informazioni al portale Aia-Ippc della Regione. Recuperano, tra l'altro, mattonelle, scarti da attività di costruzione, imballaggi in carta e cartone, vetro, polveri, materiali ferrosi, rifiuti organici e plastici, legno, toner, batterie, cavi, veicoli dismessi, solventi fino ai grassi commestibili.

I rifiuti speciali prodotti nel modenese ammontano a quasi a oltre un milione e 800 mila tonnellate (dato 2010); provengono da attività  industriali, artigianali, commerciali e agricole, cioè da utenze non domestiche. Di questi, in base ai dati più recenti, solo circa 80 mila tonnellate sono classificati rifiuti pericolosi e vengono smaltiti secondo apposite procedure.

Gli speciali sono rifiuti da gestire in regime di libero mercato e non è previsto il principio di autosufficienza provinciale come per gli urbani. Tuttavia alla pianificazione, in passato di competenza della Provincia ora della Regione, spetta di prevedere attività e fabbisogni necessari ad assicurare lo smaltimento e il recupero in luoghi prossimi a quelli di produzione, al fine di ridurre le esigenze di trasporto e l’impatto sull’ambiente. Una quota minima finora è finita nel termovalorizzatore (autorizzato a trattare una quota massima annua di rifiuti speciali di 50.400 tonnellate), mentre la maggior parte è stata recuperata in imprese del settore o è finita in discarica. Diversamente dai rifiuti urbani, infatti, per i rifiuti speciali la responsabilità è a carico del produttore. Questi rifiuti possono essere recuperati o smaltiti anche fuori provincia così come rifiuti da altre province o regioni possono essere gestiti nel modenese.

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