Cronaca

Soliera: finta associazione sportiva organizza gare di rally

E' quanto emerge dall'alleanza tra Comuni e Agenzia delle Entrate nella lotta all'evasione fiscale: nella provincia di Modena, nei primi sei mesi del 2011, ci sono state più di 2mila denunce, a Mirandola recuperati 950mila euro

In Emilia-Romagna l'alleanza tra Comuni e Agenzia delle entrate dà i suoi frutti, e da gennaio grazie alle maggiori segnalazioni di evasione fiscale da parte delle amministrazioni (10.963 nel primo semestre del 2011, cioé  il 51% in più rispetto alla fine del 2010) sono stati riscossi 4,7 milioni, cioé il 48% in più rispetto all'anno precedente. Se a questi si aggiungono le rate da versare sugli accertamenti definiti, gli incassi superano i sei milioni.  Sono i buoni effetti dell'adesione al protocollo di intesa firmato da Agenzia delle entrate e Anci Emilia-Romagna, e che conta 242 adesioni su un totale di 348 Comuni.

In tutto gli accertamenti sono stati 1.834, il 28% in più rispetto al 2010; il maggiore imponibile sfiora gli 87 milioni (+54%) e la maggiore imposta accertata è di oltre 16 milioni. Il picco di denunce si divide tra le province di Bologna (2.145), Modena (2.089) e Ravenna (1.590), mentre il
municipio-leader è quello di Bologna con 1.038 segnalazioni seguito da Rimini (823) e Ponte dell'Olio nel Piacentino con 575 casi. In termini di maggiore imposta accertata, il Comune migliore è Bologna con 3,2 milioni, davanti a Cesena (1,3 milioni), Reggio Emilia (un milione), poi Mirandola (Modena) con 950 mila euro e Ferrara a quota 938 mila.

Le segnalazioni dei Comuni anti-evasori si concentrano nei settori di edilizia e patrimonio immobiliare: tra rendite catastali e affitti in nero
si annidano circa due milioni di evasione. Ma il vero 'tesoretto' del patto Comuni-Agenzia delle entrate è nel settore urbanistica e territorio: la scoperta del classico escamotage della vendita di un terreno edificabile camuffato da cessione di rudere ha portato a una maggiore imposta di 7,5
milioni e con appena 280 controlli. Seguono i casi dei finti poveri: poco più di 250 controlli hanno fatto scoprire un'evasione da oltre cinque milioni.

Nel campionario degli evasori spiccano una finta associazione sportiva di Soliera con solo tre associati che in realtà organizzava gare di rally (imponibile di oltre 334 mila euro); un proprietario di otto fabbricati e 16 terreni a Cento (Ferrara) che però non presentava la dichiarazione dei redditi
dal 2002 (imponibile recuperato di 200 mila euro); un uomo che a Reggio scorazzava con una fuoriserie e aveva un conto in Svizzera per un milione ma al fisco italiano dichiarava pochi euro (imponibile recuperato di un milione); la scuola di musica a Bologna che, dietro la veste di associazione, organizzava corsi a pagamento, aveva sale prova, aule per danza (imponibile recuperato 753 mila euro).

(ANSA)

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