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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Vignola

Terre di Castelli: indennità soppressa, dipendenti pubblici in protesta

Niente più indennità di rischio per chi lavora ai terminali video: i sindacati indicono lo stato di agitazione nei comuni dell'Unione: "Decisione assunta unilateralmente che toglie un pezzo di salario ai dipendenti"

Le lavoratrici e i lavoratori dell'Unione Terre di Castelli, di tutti i Comuni soci e dell'ASP “G. Gasparini” di Vignola, complessivamente circa 700 lavoratori, hanno preannunciato ieri lo stato di agitazione, a seguito della decisione delle Amministrazioni del territorio di sospendere il pagamento di un istituto salariale ai dipendenti. Si tratta dell’indennità di rischio per i videoterminalisti, già al centro di dibattiti negli anni passati in sede di revisione dei Conctratti Collettivi Nazionali.

“Una decisione assunta unilateralmente, fuori da ogni sessione negoziale e ogni tavolo di trattativa - spiegano Diego Bernardini FP/Cgil, Paola Santi CSA/Fiadel e Federico Coratella Diccap/Sulpm di Vignola - in aperta violazione al Contratto Collettivo Nazionale, che delega ad accordi tra le parti l'assegnazione di questo emolumento”. Un'iniziativa che i sindacati reputano estremamente grave, poichè bypassa completamente il tavolo di contrattazione aperto l'anno scorso, delegittimando di fatto tutta la trattativa e le parti in causa.

E una decisione che, soprattutto, toglie un pezzo di salario dei dipendenti, in una fase in cui le lavoratrici e i lavoratori del pubblico vedono già ogni mese le proprie retribuzioni erose dal blocco della Contrattazione Nazionale in vigore dal 2009, con una conseguente perdita di potere d'acquisto che è stata stimata dall'Istat in oltre il 10% delle retribuzioni.

“Si può ben capire – proseguono i rappresentanti dei lavoratori - come una scelta di questo tipo non sia accettabile. Quello che ci aspettiamo è che le Amministrazioni di questo territorio si impegnino per il mantenimento dei livelli salariali dei propri dipendenti e per il ripristino di correte relazioni sindacali”. I Sindacati sono stati convocati il prossimo 10 febbraio in Prefettura a Modena per il tentativo di mediazione. “Se non verranno risposte concrete alle nostre richieste – concludono i sindacalisti - siamo pronti a decidere con i lavoratori ulteriori forme di lotta”.

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