Un'App per consentire ai sordi di interagire con la Questura

Il software per dispositivo mobile permetterà di abbattere l'incomunicabilità tra persone affette da sordità e le forze dell'ordine. Varricchio (Ens): "Strumento importante per fornire maggiore autonomia"

La firma del protocollo tra il Questore Oreste Capocasa e il commissario Ens Giuseppe Varricchio

Un'applicazione per smartphone e tablet che consente alle persone affette da sordità di interagire con la centrale operativa della Questura di Modena. Questo è solamente uno dei primi risultati del protocollo d'intesa stipulato stamattina nei locali di via Palatucci tra Oreste Capocasa, Questore di Modena, e Giuseppe Varricchio, commissario straordinario della sezione provinciale dell'Ente Nazionale Sordi.

L'app "Sos sordi", questo il nome del software, rappresenta solamente un primo passo del sodalizio avviato fra l'associazione e la polizia di stato: "Ringrazio la Questura per la vicinanza alle persone sorde", ha affermato Varricchio coadiuvato dall'interprete di lingua dei segni Tiziana Santoro. "Questo - ha aggiunto - non è che l'avvio di un percorso finalizzato a fornire maggiore autonomia alle persone sorde nel rapportarsi con le istituzioni e ridurre il più possibile gli ostacoli nella comunicazione".

Solamente nella nostra provincia si contano circa 800 casi di persone adulte affette da sordità, mentre 300 sono i soci dell'Ens: "Negli ultimi anni - ha raccontato il commissario provinciale del'ente - i sordi si sono sempre più sentiti emarginati: in caso di emergenza, si è sempre costretti a ricorrere a una persona terza per potere chiedere aiuto e anche qui nella Questura di Modena capita che, per potere presentare una denuncia o chiedere un documento, non ci siano intermediari a disposizione".

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L'applicazione, come detto, vuole essere un primo colpo di piccone per abbattere il muro di silenzio che separa le persone sorde dalle istituzioni e dalle forze dell'ordine: per potere utilizzare "Sos sordi", è sufficiente scaricarla sul proprio dispositivo, registrarsi con un indirizzo mail e configurare il programma come richiesto nell'installazione. Al termine di queste operazioni, l'app risulta estremamente intuitiva: selezionando un'icona recante la situazione a rischio (aggressione, furto, rapina, incendio, violenza su minore, ecc.), fa scattare una segnalazione geolocalizzata con indirizzo e nominativo dell'utente alla posta elettronica della centrale operativa della Questura di Modena che, a sua volta, disporrà l'intervento immediato.

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