Palazzo di viale Gramsci presidiato dagli spacciatori, residenti esasperati

Un gruppetto di stranieri spadroneggia nei pressi di un condominio, il cui cortile è diventato punto di incontro con i clienti alla pari delle panchine che si trovano sul lato opposto della strada

L'isolamento forzato cui tutti siamo sottoposti in questo periodo ha "costretto" anche gli spacciatori a nuove soluzioni per cercare di non essere facilmente individuati. Non a caso l'attività di spaccio nei parchi è di fatto quasi sparita, lasciando spazio ad appuntamenti fra pusher e clienti in luoghi più appartati. E' il caso del parco XXII Aprile, che si è progressivamente svuotato: gli spacciatori nigeriani che continuano ad operare nella zona si sono infatti spostati più frequentemente nei pressi delle abitazioni di viale Gramsci, dove uno sguardo esterno fatica maggiormente ad individuarli.

Emblematico quanto sta accadendo al civico 26, nel condominio che per altro ospita sul fronte strada la sede del Partito Democratico, ora ovviamente chiusa. Il palazzo, all'inizio del viale, si trova proprio di fronte alle panchine divenute tristemente famose per essere ritrovo fisso dei pusher. Ma è proprio accanto alle vetrine del Pd, fra il marciapiede e il cortile del palazzo, che negli ultimi giorni si è concentrata l'attività di diversi spacciatori, tutti di origine africana. A denunciarlo sono gli stessi residenti, a ben vedere esasperati dalla situazione.

"Ci sono in particolare tre giovani stranieri che a qualsiasi ora presidiano l'ingresso e i residenti, magari anche famiglie con bambini, sono costrette a passarci in mezzo mentre questi fanno i loro affari. Alla sera c'è da avere paura anche solo per uscire per gettare i rifiuti perché si scatenano spesso liti tra di loro oppure con gli acquirenti", spiega un abitante.

Gli spacciatori utilizzano anfratti, muri e spazi condominiali per nascondersi e incontrano fugacemente i clienti cui avevano dato appuntamento telefonico. Tutto avviene rapidamente, ma costantemente, e consente ai malviventi di poter agire senza la preoccupazione di essere fermati sulla pubblica via.

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E le forze dell'ordine? La situazione sarebbe stata segnalata più volte al 112: "In caso di passaggio delle pattuglie, però, gli spacciatori entrano per nascondersi nell'androne del palazzo oppure nei garage, aggredendo verbalmente o fisicamente qualsiasi persona gli chieda cosa fanno lì. Salvo poi uscire 5 minuti dopo per riprendere la loro attività", aggiungono i residenti.

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