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Botte e minacce all'ex convivente, 28enne arrestato per stalking

I Carabinieri hanno fatto scattare le manette a un reggiano che per due anni ha perseguitato l'ex convivente modenese: oltre ad averla minacciata con una "penna-pistola" artigianale, il giovane aveva colpito la sua vittima con calci all'addome talmente violenti da causarle la rottura della milza

Stalking, maltrattamenti, lesioni personali gravissime e possesso illegale di arma da sparo clandestina. Questo il corollario di accuse che ha portato dietro le sbarre il 28enne A. C., disoccupato residente a Gualtieri, Reggio Emilia. Stando a quanto ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Modena, il giovane avrebbe perpetrato per due anni una condotta a base di appostamenti, violenze e messaggi intimidatori rivolti alla sua ex convivente, un'operaia 33enne modenese che, esasperata e temendo seriamente per la propria incolumità, ha sporto denuncia solamente domenica scorsa.

MANDATA ALL'OSPEDALE - La condotta persecutoria ha avuto inizio a settembre 2011 quando, interrotta la relazione sentimentale, l'ex compagno ha cominciato ad assillarla e a terrorizzarla con insulti ed sms minatori. Il 28enne, secondo quanto raccontato dalla donna, non era nuovo a comportamenti aggressivi: già durante il periodo della convivenza, il giovane aveva già compiuto diverse aggressioni fisiche fino ad oggi mai denunciate. L'episodio più eclatante si è verificato ad agosto 2011, poco prima della rottura: in quella circostanza, A. C. commise un efferato pestaggio in casa della donna colpendola con ripetuti calci all'addome talmente violenti da causarle la rottura dell milza. Trasportata in ospedale, venne immediatamente sopposta a intervento chirurgico per l'asportazione dell'organo. In quel caso, la vittima dell'aggressione decise di mettere tutto a tacere, imputando le lesioni a un banale incidente domestico.

PENNA-PISTOLA - Ad alzare il livello di pericolosità dell'arrestato, inoltre, è stato anche il possesso di un'arma da fuoco clandestina già utilizzata dal 28enne durante il periodo di convivenza: "Se non fai quello che dico io, dovrò usarla", questo il senso delle sue minacce. Sulla base di quanto raccolto, gli uomini del'Arma dei  Carabinierihanno immediatamente eseguito una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del 28enne, durante la quale hanno rinvenuto, nascosta all’interno del comodino della camera da letto una “penna-pistola” di fattura artigianale, ma perfettamente funzionante ed offensiva , come peraltro verificato da un perito balistico del Tribunale di Modena. Agli occhi dei non esperti non appare un oggetto in grado di sparare, ma piuttosto un comunissimo tubo di ferro di 20 cm circa: in realtà, quel tubo è una canna in acciaio calibro 9 mm, facilmente occultabile, dotata di percussore e congegni di scatto.

ARRESTO - Sulla provenienza dell’arma, A.C., nel frattempo dichiarato in arresto, non ha fornito chiare indicazioni agli inquirenti. In ogni caso, la penna-pistola è stata posta sotto sequestro per accertamenti tecnici più approfonditi da parte della sezione balistica del Ris: i controlli serviranno per appurare se l'arma sia stata eventualmente utilizzata per altri delitti. Conclusa la perquisizione e il sequestro, A.C. è stato dichiarato in arresto e trasportato alla casa circondariale di Reggio Emilia, dove dove questa mattina il Gip lo ha sottoposto ad interrogatorio di garanzia, riservandosi di decidere l’eventuale prosecuzione della detenzione cautelare, in attesa che i militari dell’Arma svolgano le indagini del caso sulle violenze denunciate dalla 33enne modenese. Per il nostro territorio si tratta del terzo episodio di stalking nel giro di poche settimane.

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