Cronaca

Richiedenti asilo, raddoppiano i permessi concessi in regione

Presentati i numeri più significativi dell'immigrazione per motivi di umanitari e di protezione internazionale. Lo Sprar ha esaminato soltanto il 65% delle richieste pervenute dagli stranieri e ne accettato il 63%. La Nigeria la nazione più rappresentata, le donne sono solo il 16%

Per richiedenti asilo e protezione internazionale o umanitaria, il 2015 è un anno di numeri record per l'Emilia-Romagna: aumentano i permessi di soggiorno registrati, la capacità dello Sprar e le persone ospitate nelle sue strutture di accoglienza. È quanto emerge dal monitoraggio 2016 realizzato dall'Associazione Asilo in Europa in collaborazione con il Servizio politiche per l'accoglienza della Regione Emilia-Romagna presentato oggi a Parma nell'ambito del convegno "Verso un sistema unico di accoglienza: diario di una trasformazione in corso". 

Dall'indagine risulta che rispetto al 2014 i permessi di soggiorno registrati dalle nove Questure della regione sono quasi duplicati (da 6.573 a 12.340): aumento che va imputato anche a una progressiva stabilizzazione dei migranti titolari di una forma (già rinnovata) di protezione internazionale o umanitaria. La principale cittadinanza registrata è la nigeriana (raddoppia rispetto al 2014), mentre, diversamente dal 2014, nella classifica il Mali scende di due posizioni e salgono Pakistan e Gambia. 

Il numero dei posti finanziati nei progetti Sprar è 1.019 (782 nel 2014) ed è cresciuto il totale dei beneficiari accolti: 1.391 (+335 sul 2014). La commissione territoriale ha ricevuto 6.239 istanze di protezione internazionale, più del doppio rispetto al 2014, ne ha esaminate 4.067 (il 65%) e ha riconosciuto una forma di protezione nel 63% dei casi: rifugiato nel 3% dei casi, protezione sussidiaria per il 7,2% e umanitaria nel 52,9%. Aumentano pero' anche le decisioni negative (dal 27,4% del 2014 al 31,27% del 2015) e i ricorsi contro le decisioni della commissione: al 31 dicembre 2015 erano 1.104 su 4.067 istanze decise ovvero quasi tre su 10.

Capitolo richiedenti asilo, protezione internazionale e umanitaria. A fine 2015 sono 12.340 i permessi rilasciati dalle nove Questure della regione: un numero quasi doppio rispetto ai 6.573 del 2014 (già in aumento del 57% sul 2013). Si tratta comunque di poco meno del 3% di tutti i cittadini extraUe regolarmente soggiornanti (461.669) e residenti (416.044) al primo gennaio 2016. "L'aumento del numero di titolari di un permesso di soggiorno per motivi collegati all'asilo è in buona parte influenzato dalla progressiva stabilizzazione dei migranti già titolari di una qualche forma di protezione, quindi impegnati nei rinnovi: in particolare a Parma e Modena i rinnovi costituiscono rispettivamente il 60,9% e il 41,1 per cento", si legge nell'indagine. Le donne sono il 16,1% delle persone titolari di un permesso di soggiorno connessi alla domanda di protezione internazionale, "un numero in netto aumento e di particolare interesse se messo a confronto con quello sulla nazionalità delle donne presenti, su 1.838 le nigeriane sono 561, e con quello sulle segnalazioni fatte dalla Commissione territoriale sulle donne vittime di tratta". 

Ed ecco invece il focus sullo Sprar. Sono 1.019 i posti finanziati nell'ambito dei progetti in Emilia-Romagna (raddoppiati in un biennio in seguito al Piano nazionale di ampliamento del sistema, dell'approvazione dei progetti rivolti ai Minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo e dell'ampliamento ad altre categorie di beneficiari). Sul totale sono 221 i posti dedicati ai minori (di cui 99 partiti a cavallo tra 2015 e 2016) e 13 quelli per persone con disagio mentale o disabilità, i restanti 785 sono per gli 'ordinari'. Tra i beneficiari, i richiedenti asilo sono il 38,3% (in calo rispetto al 2014), mentre i titolari di protezione umanitaria sono cresciuti di 16 punti percentuali (dal 19,2% del 2014 al 35,2% del 2015). Nel 2015 si registra quindi un aumento delle persone che entrano nei progetti Sprar con una protezione (sono il 61,7% del totale). Le prime tre nazionalità presenti nello Sprar sono Gambia, Nigeria e Pakistan (erano Pakistan, Afghanistan e Somalia). Tra le prime 10 entrano Costa d'Avorio e Bangladesh mentre escono Ghana e Iran. La presenza di donne nello Sprar è molto bassa (130 tra adulti e minori nel 2015, contro i 1.261 uomini), cosi' come quella dei minori (circa il 5% del totale). 

La percentuale delle persone uscite dai progetti Sprar per inserimento socio-economico supera il 50%. Stabile la percentuale di chi lascia il programma prima della scadenza per abbandono (21,1%) o allontanamento in seguito a decisione unilaterale del progetto (7,6%), minoritari i rimpatri volontari (0,2%). Infine, nel 2015 si è registrato un abbassamento del numero delle domande di nullaosta al ricongiungimento familiare presentati dai titolari di protezione internazionale (sono passati da 437 nel 2014 a 284 nel 2015) e anche delle domande accolte (da 364 a 260).

(DIRE)

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