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Cronaca

La Stazione di Modena apre ai poveri, il racconto dei volontari della notte

La Stazione ferroviaria di Modena apre la sala d'aspetto ai poveri. I gruppi di volontari ogni sera si recano lì per distribuire coperte, bevande calde e cibo. Questa è la notte dei poveri, che sfugge al nostro sguardo ma che deve essere ricordata

Questa notte si festeggerà l'arrivo dell'anno nuovo. Tutti potranno davvero festeggiare? C'è chi è stato dimenticato, chi vive nel silenzio dei media e le cui condizioni sono conosciute da pochi. La Stazione Ferroviaria di Modena ha deciso di aprire le porte della sala d'aspetto per queste persone, seguite da volontari e operatori che tutte le notti escono per distribuire coperte, bevande calde e cibo a chi è in difficoltà.

CHI SONO I NUOVI POVERI MODENESI? Sono per la maggior parte uomini, di età diverse, legati alla città di Modena ma senza la possibilità di un appoggio parentale o di amici le persone in difficoltà assistite nelle ultime settimane dagli operatori e dai volontari del progetto di Accoglienza invernale del Comune di Modena. 18 persone (16 uomini e due donne) con patologie sanitarie certificate legate al freddo, che non necessitano di ricovero ospedaliero ma solo di un periodo di accoglienza, sono state inserite nelle strutture gestite da Porta Aperta e dai Servizi sociali del Comune. Altre 7 persone senza fissa dimora hanno trovato ospitalità in parrocchie che hanno dato disponibilità all’accoglienza nel periodo invernale.

I VOLONTARI DELLA NOTTE. Tutte le notti, dalle 5 alle 8 persone trovano riparo nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria, aperta per questo scopo dalla metà di dicembre. E sempre ogni sera, dalle 22.30 alla mezzanotte, escono i gruppi di volontari delle associazioni Croce blu, gruppo comunale di Protezione civile, Croce rossa, City angels, Agesci, Misericordia, Fratres Mutinae, Vivere sicuri per distribuire coperte, bevande calde e cibo ma soprattutto con l’obiettivo di monitorare, in particolare nelle zone della stazione, San Cataldo, centro storico e Novi Sad, il numero di persone che non hanno un posto dove stare e il loro stato di salute.

Con l'intensificarsi del freddo – sottolinea Giuliana Urbelli, assessore a Coesione sociale e Welfare - abbiamo voluto verificare la situazione con tutti gli operatori dell'accoglienza invernale, il cui impegno è un vanto per la nostra comunità. Controlli ulteriori sono stati svolti dalla Polizia municipale in alcune strutture che risultano abbandonate o di facile accesso”.

IL PIANO CONTINUA FINO AL 31 MARZO. Il progetto di accoglienza invernale per persone in difficoltà, che rimarrà in vigore fino al 31 marzo, è stato attivato dal protocollo siglato tra l’assessorato alla Coesione sociale, Sanità, Welfare, Integrazione e Cittadinanza del Comune di Modena, l’Azienda Usl attraverso l’attività del Nuovo Ospedale Civile Sant’Agostino-Estense di Baggiovara, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico, il Centro d’Ascolto dell’Arcidiocesi di Modena e Nonantola, le associazioni Porta Aperta, Misericordia, Fratres Mutinae, gruppo comunale Protezione civile, Croce Blu, Croce Rossa italiana, City Angels, Agesci, Vivere Sicuri. Destinatari del piano sono tutti i cittadini, italiani e stranieri, che non hanno un’idonea collocazione dove passare la notte. Quattro le direttrici su cui si muovono gli interventi attivati: gli sportelli di accesso ai servizi socio-assistenziali volti a raccogliere segnalazioni e fornire informazioni; il monitoraggio e le uscite serali, l’assistenza per persone convalescenti, l’accoglienza nelle parrocchie e l’accoglienza straordinaria che prevede l’attivazione di centri di accoglienza temporanei.

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