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Cronaca

La Guerra di Modena, cenni storici nel bimillenario di Augusto

Dal vuoto di potere creatosi con l'omicidio di Giulio Cesare nacque la battaglia che vide legioni e forze del Senato scontrarsi lungo la via Emilia, tra il 44 e il 43 a.C.

Che cosa è stata la “Guerra di Modena” o “bellum mutinense” che è al centro delle iniziative e delle rievocazioni di “Mutina Boica” nel bimillenario di Augusto? Le cause che portarono alla guerra di Modena derivarono dal vuoto di potere creatosi dopo l’assassinio di Giulio Cesare il 15 marzo 44 a.C. L’assassinio era stato voluto dalla fazione del Senato maggiormente lega ta alle istituzioni repu bblicane che vedeva nell’enorme potere di Cesare un pericolo per la stessa Repubblica. Il golpe fu contrastato da Antonio , potente generale e console in carica insieme a Cesare in quell’anno, determinato a raccogliere l’eredità del dittatore. I piani di Antonio furono scompaginati dall’entrata nella scena politica di Ottaviano , figlio adottivo ed erede di Cesare il quale si schierò con il Senato contro il rivale Marco Antonio.

A Modena si scontrarono prima in campo aperto lungo la via Emilia presso Castelfranco Emilia (Forum Gallorum), poi presso il quartier generale di Marco Antonio attestato a ovest di Mutina, le forze Senatoriali guidate dai consoli Aulo Irzio e Vibio Pansa unite a quelle di Ottaviano, nominato dal Senato propretore, e le legioni di Antonio composte da 25.000 uomini. Il Senato poteva contare anche sulle truppe di Decimo Bruto assediate a Modena e composte da tre legioni di reclute e da un contingente di gladiatori, raggiungendo così il numero di 47.000 uomini. La guerra si concluse il 20 aprile del 43 a.C. quando il campo di Antonio venne definitivamente espugnato e Mutina liberata dall’assedio.

L’alleanza del giovane Ottaviano con il Senato ebbe breve vita poiché, subito dopo gli scontri di Modena, Ottaviano si alleò con il rivale Antonio e con un’altra importante figura politica dell’epoca, Marco Emilio Lepido, formando il secondo triumvirato e spartendosi così il potere della ormai vacillante Repubblica romana. Una rappresentazione visiva di episodi legati alla “Guerra di Modena” si può ammirare nella Sala del Fuoco di Palazzo Comunale in piazza Grande, nei bellissimi dipinti opera di Nicolò dell'Abate, eseguiti nel 1546.

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