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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca

Strage di Nizza, la testimonianza della modenese Elisabetta Mori: "Sembrava l'apocalisse"

Una nostra concittadina si trovava a pochi metri dal camion guidato dal franco tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel. "La gente urlava e la situazione era completamente fuori dal controllo delle forze dell'ordine e dei soccorsi"

Elisabetta Mori, modenese, da oltre 6 anni proprietaria di un appartamento a Nizza. Non una semplice casa per l'estate ma una vera e propria seconda casa, dato che almeno una volta al mese si reca, appunto, in Francia. E nel mese di luglio l'occasione principale è la Festa nazionale della presa della Bastiglia, il più alto simbolo di democrazia e ribellione alle oppressioni. Elisabetta Mori, ormai nizzarda d'adozione (un quartiere è interamente abitato da nostri connazionali, tra residenti e non), come tutti a Nizza l'altra sera, era in giro per ammirare i festeggiamenti e i fuochi d'artifici, ed essendo ormai considerata una residente ha potuto godere del vantaggio di assistere allo spettacolo pirotecnico dalla spiaggia.

Quello che è successo è tristemente noto. Essere stata così vicino al punto in cui il camion è piombato sulla folla l'ha resa una testimone più che mai chiave di quanto è accaduto. "Ho assistito a uno scenario apocalittico, dopo lo scoppio degli spari la gente ha iniziato a scappare, non si sentivano urla e grida, non più del normale, c'era solamente una confusione totale - queste le prime parole di Elisabetta quando l'abbiamo raggiunta telefonicamente - Tutti cercavano rifugio nei ristoranti, nei bar. Una cosa che mi ha colpito erano i tavoli fuori dai locali che venivano travolti con tutto che cadeva a terra, tutto si rovesciava e le persone cercavano solo rifugio."

Elisabetta, facciamo un passo indietro, prima che tutto iniziasse, come è stato organizzato questo evento, tenuto conto anche dei vari recenti episodi? La Promenade Des Anglais è stata chiusa al traffico alle 15 così che potessero iniziare i lavori di preparazione per i festeggiamenti. Già qua però si è vista la negligenza delle forze dell'ordine che, visto tutto quanto è successo sia prima che durante gli Europei, si è limitata a mettere i semafori lampeggianti e a transennare le strade. Non è stato messo nessun ostacolo fisso, nessun blocco di cemento. L'unica cosa in più rispetto alle edizioni passate era un maggiore dispiegamento di forze armate.

E a questo punto, arrivata la sera, come si sono svolti gli eventi? La serata è iniziata e si è svolta regolarmente, io ero in spiaggia con un'amica quando abbiamo sentito degli spari, ci siamo girate e abbiamo visto il camion fermarsi poco sopra di noi. Da quel momento è iniziato il caos più totale, la gente ha iniziato a scappare e, come dicevo, a rifugiarsi nei locali. Vicino a noi dei bambini erano scoppiati a piangere con le mamme che non riuscivano a controllarli perchè anche loro prese dal panico e noi siamo intervenute per cercare di tranquillizzarli. Quando abbiamo realizzato che il camion era stato fermato e la situazione gestita, siamo risalite sulla strada principale per cercare informazioni e davanti ai nostri occhi si è aperto uno scenario apocalittico, con gente a terra e che urlava senza nessun intervento di soccorso. Non arrivavano le ambulanze e quindi la gente non poteva essere aiutata. Fortunatamente l'iniziativa l'hanno presa i tassisti che, gratuitamente, caricavano i feriti nei taxi e li portavano tutti all'ospedale Pasteur. Finalmente, con un certo ritardo, poi sono arrivati gli altri soccoritori con le ambulanze. Dopo esserci riprese dalla vista che si era aperta davanti a noi iniziamo a chiedere in giro finchè finalmente uno dei gestori della spiaggia ci dice che possiamo fare ritorno alle nostre case e nei nostri hotel da cui però non dovremmo uscire finchè non risulta risolta la situazione e fugati dubbi di altri potenziali attacchi.

A tuo parere, sarebbe stato evitabile il fatto? O per lo meno poteva essere contenuto? A mio avviso la colpa principale ricade sulla polizia. Al di là della blanda messa in sicurezza della strada, ma anche il solo fatto che i poliziotti abbiano permesso l'accesso a un camion da 19 tonnellate in una strada piena di gente solo perchè l'autista sosteneva di porare gelati, in un camion come quello? Ma anche dopo aver lasciato libero il passaggio, dopo aver realizzato di aver commesso un errore, invece di fermarlo sparandogli alle ruote si sono limitati a inseguirlo. Finalmente, solo quando il danno era fatto, hanno deciso di abbattere, con scariche di mitraglietta, l'autista, peraltro disarmato. Io però conclusa questa fase me ne sono andata e ho raggiunto casa mia. Anche da lì non si riusciva ad avere notizie in tempo reale, perchè, insieme ai ritardi di soccorsi e forze armate anche i media non si sono attivati istantaneamente per assistere e dare notizie in tempo reale degli avveniementi.

Il giorno dopo com'era il clima? Il clima era surreale. La gente sembrava che cercasse di superare il fatto senza che però ci fosse modo di farlo. Era un silenzio che quasi è peggio di un urlo. Io mi sono recata in stazione dei treni da dove sarei dovuta rientrare in Italia e anche lì ho avuto un'ulteriore conferma del fallimento della gestione della sicurezza in Francia. In stazione erano presenti i soliti due poliziotti, e non venivano messi in atto controlli di alcun tipo. Un qualunque terrorista sarebbe potuto salire su un treno e spostarsi un'altra città, magari armato, senza alcun controllo Io volevo solo tornare a casa, ma una cosa mi ha fermato: in mezzo alla stazione c'è un pianoforte e in quel momento un ragazzo si è seduto e ha iniziato a suonarlo, mentre una ragazza ha iniziato a cantare sulle sue note. Questa scena mi ha dato un fortissimo senso di speranza ed è stato come un simbolico tentativo di dire "noi non ci faremo fermare".

Un'ultima cosa: a breve ritornerai a Nizza? Penso proprio di sì, non voglio e altri italiani proprietari di case a Nizza come me non vogliono, dare l'impressione che questo fatto scalfirà la nostra voglia di passare il nostro tempo a Nizza e più in generale che diventi un limite alla nostra vita. Certamente, farò passare un po' i tempo poi tornerò come da programma. Purtroppo la città sicuramente ne risentirà a livello di immagine.

Le ultime parole di Elisabetta sono dedicate alla nostra Fernesina che, a suo avviso, non si è assolutamente compartata in maniera brillante, avendo essa mandato un solo messaggio agli italiani persenti a Nizza raccomandandosi di non uscire di casa. Nessun supporto o aiuto di altro tipo. Ora la nostra concittadina è rientrata in Italia, ma dopo che l'adrenalina se n'è andata, resta tanto amaro in bocca per una strage che poteva essere evitata.

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