Tecnopolo: firmata questa mattina in Comune la convenzione

Erano presenti rappresentanti dell'Università, delle imprese e le istituzioni nella Sala di Rappresentanza del Palazzo comunale di Modena per firmare l'importante convenzione che darà il via al Tecnopolo modenese

E' stata firmata questa mattina in Comune la convenzione per il Tecnopolo modenese, che porterà alla realizzazione di una infrastruttura nel campus dell'Ateneo, destinata ad ospitare tre laboratori hi-tech con finanziamento di progetti di ricerca. A sottoscrivere questa importante convenzione erano presenti Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna, Giorgio Pighi, sindaco di Modena, Graziano Pini, assessore alle Politiche economiche del Comune di Modena, Aldo Tomasi, Magnifico rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia, Maurizio Torreggiani, presidente della Camera di Commercio di Modena e Daniela Sirotti Mattioli, assessore alle Politiche per l'economia della Provincia di Modena. Tre forze quindi unite nel progetto: l'Università, le imprese e le istituzioni.

L'investimento è di 20 milioni di euro e darà lavoro a 63 nuovi ricercatori negli ambiti di meccatronica, medicina rigenerativa e ricerca genetica sulle cellule staminali. Il Tecnopolo modenese andrà ad inserirsi nella nuova Rete regionale di alta tecnologia formata da 10 strutture. "Questo è un progetto di quella politica industriale che il nostro Governo non fa più - ha detto Graziano Pini -, ma che è molto importante per il nostro territorio. La firma di oggi metterà in moto meccanismi già in parte avviati dall'Università".

"E' una sfida della ricerca - ha commentato Gian Carlo Muzzarelli -. Il primo passo è stato firmare gli accordi tra Università e centri di ricerca, questa è la seconda fase che darà il senso fisico del bisogno di un rapporto strategico tra imprese e ricerca. Il nostro compito è rilanciare il manifatturiero intrecciandolo con la tecnologia e la meccanica cercando di stimolare anche altre aree d'Italia: l'Emilia-Romagna ha un progetto e deve essere una guida per gli altri". "La Regione - ha detto Giorgio Pighi - ha fatto la scelta di mettere in campo una Rete di alta tecnologia che si suddivide in 10 sedi, ognuna con certe specificità. I ricercatori già da tempo si cimentano in questi ambiti per rispondere alle esigenze del mercato globale, senza disperdere energie. Processi analoghi andrebbero esportati anche in altri settori".

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