Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Telefonate da operatori sanitari e volontari, i Carabinieri invitano a non sottovalutare le truffe

Chiamate da telefoni cellulari hanno messo in allarme alcuni cittadini, ma ora l'Ausl opera anche senza numeri fissi. dovendo far fronte a propria volta al telelavoro

Ieri, nel primo pomeriggio, due diversi cittadini hanno chiamato la centrale operativa dei carabinieri di Carpi spiegando la stessa identica situazione. Poco prima erano stati da persone che si erano presentate come personale sanitario della Ausl, chiedendo informazioni e fornendo comunicazioni in relazione ad operazioni di prelievo di campioni per test relativi di coronavirus. Le telefonate hanno insospettito i cittadini in quanto sono arrivate da numeri di telefoni cellulari, fatto abbastanza insolito.

I carabinieri si sono quindi attivati  immediatamente, riuscendo a verificare che effettivamente le telefonate erano state fatte da dipendenti del Servizio Sanitario. Per far fronte all’emergenza, infatti, gli operatori dell'Ausl hanno a disposizione anche telefoni cellulari aziendali per contattare i cittadini.

"Bene hanno fatto i due cittadini a segnalare la situazione ai carabinieri, in modo che si potesse accertare l’attendibilita delle Comunicazioni, inizialmente ritenute sospette - spiegano i Carabinieri - L’occasione è propizia per richiamare l’attenzione dei cittadini, e soprattutto delle persone anziane, sul tema delle truffe".

In tale contesto, il capitano Francesca Romana Fiorentini, comandante del Radiomobile della Compagnia di Modena, ha ricordato a tutti di prestare maggiore attenzione in questo periodo, perché è possibile che realmente i servizi sanitari, assistenziali o di volontariato, contattino per dare assistenza o anche per stare vicini alle persone e anziane e più deboli, sondando eventuali bisogni, come effettuato ultimamente da alcuni servizi attivati da alcuni comuni della provincia,

Tuttavia è bene diffidare di comunicazioni, nel corso delle quali venga chiesto del denaro per ricevere oggetti o prestazioni sanitarie a domicilio, segnalando i casi ritenuti sospetti al 112.

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