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Cronaca Pomposa / Piazzale della Pomposa

Pomposa, entrano in chiesa e tentano di rubare quadro cinquecentesco

Ignoti hanno tentato di trafugare il dipinto della Madonna della Scala, conservato nella Chiesa di Santa Maria della Pomposa. Il pronto intervento del responsabile ha messo in fuga i ladri. L'opera è stata recuperata integra e in perfette condizioni

Erano circa le 16.15 di ieri, giovedì 10 luglio, quando una coppia di malviventi si è introdotta nella chiesa di Santa Maria della Pomposa, che affaccia sull'omonima piazza di Modena. Approfittando dell'assenza di fedeli e visitatori, i due hanno tentato il furto di un'opera d'arte, la cinquecentesca Madonna della Scala, dipinto di grande valore artistico, conservato a qualche metro di altezza sopra uno degli altari laterali. Mentre i due erano intenti ad rimuovere un altro pannello decorato (opera del Magnanimi raffigurante S. Luigi e S. Lucia) per estrarre la tela, sono stati scoperti dal responsabile della chiesa, il professor Marzio Arduini.

Arduini ha sentito uno strano scalpiccio mentre si trovava dietro l'altare centrale e si è affacciato in tempo per sorprendere i ladri, che si sono immediatamente dati alla fuga, senza che fosse possibile identificarli. La dinamica fa presupporre che non si tratti assolutamente di professionisti del crimine, quanto piuttosto di qualche sbandato. Da lì è scattata la denuncia alla Polizia che è intervenuta per verificare quanto accaduto e raccogliere la testimonianza.

La Madonna della Scala

Fortunatamente la preziosa tela è stata recuperata: i malviventi l'hanno infatti abbandonata ai piedi di un pilastro. Come lo stesso professor Arduini ha spiegato, si tratta di un'opera cinquecentesca catalogata a livello internazionale. Il quadro era originariamente custodito nel Monastero di San Paolo e venne poi affidato dalle monache alla Confraternita di San Sebastiano, che oggi gestisce la chiesa della Pomposa, con la specifica richiesta di dedicare all'opera un altare specifico. 

“Rivolgo un appello a tutti, perchè rispettino un luogo di culto così importante per i modenesi – ha spiegato Marzio Arduini, dopo aver tirato un sospiro di sollievo per il mancato furto – Solo un disperato può entrare in una chiesa per rubare, a maggior ragione un'opera che non potrà mai vendere proprio perchè catalogata e ben conosciuta. Rispettiamo le chiese e le opere che queste custodiscono: sono una ricchezza per tutta la città, come luoghi di cultura e di fede”.

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