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Cronaca San Felice sul Panaro

Terremoto a Finale e San Felice: fine del progetto del deposito gas?

Le ultime scosse sismische potrebbero porre la pietra tombale sul progetto da 300 milioni di euro di Erg Rivara Storage: questo l'auspicio del Sindaco di San Felice sul Panaro Alberto Silvestri

E ora chi lo vuole più il maxi deposito di gas di Rivara di San Felice sul Panaro? Quanto mai legittimo l'interrogativo dopo le scosse di terremoto di queste ore che hanno colpito i comuni interessati dal progetto di Erg Rivara Storage. A riportare sotto i riflettori l'annosa questione è stato il Sindaco di San Felice, Alberto Silvestri: "Spero che una cosa positiva questo sisma ce la porti - ha esordito - una pietra tombale sul deposito gas di Rivara".

DEPOSITO - Per il progetto, il secondo (il primo era stato rispedito al mittente), l'azienda ha previsto 300 milioni per 19 pozzi in quasi 11 ettari: uno stoccaggio da 3,2 miliardi di metri cubi di metano in acquifero, un sistema mai realizzato in Italia, a 2.550-2.800 metri di profondità. Questo terremoto è stato localizzato al di sotto, a 6.300 metri: se il deposito fosse stato costruito, si sarebbe trovato circa a metà della verticale, sotto un'area abitata da 80mila persone. Al deposito si sono opposti per anni gli Enti locali, tra Comuni interessati e Provincia di Modena, a favore si sono schierati i "giovanardiani", la Cisl e un'associazione formata da una quarantina di imprese della zona.

PERICOLI - Il rischio sismico, reale qui ma negli ultimi secoli mai con scosse così forti, è sempre stato tra i motivi tecnici degli enti pubblici contrari che, dal 2007, annoverano anche la Regione Emilia-Romagna, capace di bloccare la procedura autorizzativa e che neanche un mese fa, il 27 aprile, deliberò un ennesimo "No". Una delibera che, nelle intenzioni della Regione, doveva chiudere "ogni possibilità di realizzazione". Ma non nelle intenzioni di Ers, che il 2 maggio ha confermato "l'obiettivo di andare avanti con il progetto, che consideriamo sicuro", sottolineava l'ad Grayson Nash. Una battaglia di anni: un primo 'The Rivara Project' ebbe l'ok nel 2006 dall'allora Governo Prodi, dopo l'autorizzazione del Governo Berlusconi nel 2005 a studiare siti idonei. Qui gli opposti fronti sono sempre stati più geografici che di partito: in sede locale praticamente unanimi per un "No" sposato al "principio di precauzione", a Roma più inclini a vederne gli aspetti economici positivi, sottolineati anche da Nomisma Energia (1.300 posti di lavoro, indotto, nuova fonte d'imposte, aumento riserve gas). Unico paladino politico del deposito è il senatore Carlo Giovanardi (Pdl), modenese, ma il suo partito è stato tra i primi, con la Lega nord, a schierarsi contro, seguito poi dal centrosinistra al completo. Ora, per tutti, potrebbe aver deciso il terremoto.

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