rotate-mobile
Cronaca Mirandola

Terremoto nella bassa: Mirandola, segnalati oltre 2mila danneggiamenti

Il Sindaco Benatti preso d'assalto dai suoi compaesani: pesantemente danneggiato il patrimonio artistico locale, oltre 150 le aziende chiuse per le conseguenze delle scosse di terremoto

In questi giorni è stata per poco tempo sotto i riflettori dei media, ma questo non significa certo che il terremoto di domenica scorsa l'abbia risparmiata. Mirandola, 24mila abitanti, "capitale" della bassa modense, è stata colpita duramente dal sisma di domenica scorsa: a portarne i segni, non solo il Municipio (a rischio crollo), ma anche l'antica corte dei Pico. Da una parte c'é il patrimonio artistico, profondamente segnato dal sisma: la scossa ha fatto crollare il tetto del Duomo, la chiesa parrocchiale realizzata dal 1440 per volere di Giovanni e Francesco I Pico. Il Sindaco Maino Benatti ormai è "in odore di santità", visto le continue segnalazioni da parte dei suoi compaesani sui danni alle abitazioni, oltre 2mila da quando è stato allestito il punto di accoglienza.

CULTURA - Non c'é bene artistico che non sia stato segnato dal terremoto a Mirandola. Anche il Castello dei Pico, completamente ristrutturato alcuni anni fa e ora sede di importanti mostre, presenta profonde lesioni al suo interno. Anche la chiesa di San Francesco del XV secolo, dove si trovano anche le tombe dei genitori di Giovanni Pico, presenta problemi statici e soprattutto il campanile è a rischio crollo. Lesioni pure nella Pieve di Quarantoli di Mirandola, piccolo gioiello del Romanico, e nella chiesa seicentesca del Gesù commissionata da Alessandro I Pico . La "zona rossa" vietata a chiunque per il pericolo di crolli racchiude insomma tutta la ricchezza in cui si identificano i mirandolesi.

ECONOMIA - La violenza del sisma non ha risparmiato la parte più moderna e avanzata della città. Si stima che siano 150 le aziende chiuse per danni: è soprattutto il settore biomedicale, fiore all'occhiello da alcuni decenni, a soffrire pesantemente. Pressoché bloccata la produzione di decine di aziende, ma alcune come B.Braun, Rimos e anche il colosso Gambro (nel comune di Medolla al confine con Mirandola) che hanno voluto riaprire, anche se limitando la propria attività. Qui dove le braccia sono forti e la memoria fina non ci si piange addosso. I mirandolesi arroccati si inventarono lo zampone per resistere durante l'assedio delle truppe di Giulio II. Presto potrebbe riaprire l'ospedale, evacuato d'urgenza domenica, e questo è gia un punto per ripartire e sperare.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Terremoto nella bassa: Mirandola, segnalati oltre 2mila danneggiamenti

ModenaToday è in caricamento