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Il cortile dell'azienda di Andrea Selmi dopo il disastro

Il cortile dell'azienda di Andrea Selmi dopo il disastro

“Portoni divelti e tetto sgretolato”, imprenditore racconta il "suo" tornado

Andrea Selmi descrive l'incredibile devastazione portata nella sua azienda di nonantola dalla tromba d'aria. Ferma volontà di andare avanti malgrado i danni: "Maniche rimboccate da subito. Non possiamo permetterci stop lavorativi". Solidarietà di Confesercenti

Un momento prima, la quiete, con le nuvole che si addensavano come da previsioni meteo per un temporale. Un momento dopo, la devastazione. É sicuramente difficile da dimenticare la forza distruttrice di una tromba d'aria: il vento vorticoso che travolge e devasta tutto quello che trova sul proprio cammino, che entra ovunque, che ‘invade il lavoro’ e poi la pioggia e la grandine. Devastando in alcuni casi una vita di sacrifici. Lo sconforto e la disperazione dei primi momenti lasciano spazio immediatamente alla voglia di reagire, di salvare tutto il possibile. É in poche righe l'esperienza che hanno vissuto diverse persone nelle aree colpite dalle trombe d'aria dello scorso 30 aprile, proprio come Andrea Selmi, imprenditore nonantolano che ha affidato a Confesercenti il racconto del “suo” tornado.

“Improvviso e devastante il tornado ha scardinato piegandoli portoni metallici di diversi quintali, sbriciolando parte del tetto, mandando in frantumi le finestre e distruggendo i lucernai – racconta nel dettaglio Selmi, titolare di un di un ingrosso – All’interno del capannone volava di tutto compresi i detriti delle tegole. Al termine è iniziato a piovere e grandinare in modo battente per quasi 10 minuti e di conseguenza la situazione rischiava di peggiorare ulteriormente: trattiamo generi alimentari deperibili, abbiamo celle frigorifero e il combinarsi di acqua, vento e polvere insieme infiltrandosi nei macchinari come nei pannelli elettrici avrebbe potuto compromettere seriamente la nostra attività. Prontamente siamo intervenuti disattivando la corrente elettrica e coprendo ogni cosa”.

Al termine la costatazione che nessuno tra soci, dipendenti e collaboratori s’era fatto male e che alla riattivazione della corrente tutto o quasi funzionava sono stati elementi positivi. “Parte della merce però è risultata infiltrata e danneggiata dall’acqua e siamo stati costretti a buttarla – prosegue Selmi - i lucernai come le finestre sono da ripristinare: non ci sono più; mentre i portoni sono da cambiare completamente perché del tutto danneggiati. La conta dei danni approssimativamente ammonta per ora intorno ai 50mila euro. Fermo restando che finché il soffitto non avrà copertura adeguata in caso di pioggia toccherà arrangiarsi e venire anche la notte”.

Ed infatti Andrea Selmi ha passato tutta la notte in azienda: “Nonostante tutto ciò abbiamo lavorato incessantemente, rimboccandoci le maniche da subito compreso il primo maggio. Non possiamo permetterci di fermare l’attività. Poco importa se tocca sacrificare anche i giorni festivi e le notti. Quel che ha prevalso è stato - come già nel passato recente di sisma e alluvione per altri - pensare come ripartire”. 

Confesercenti non manca di esprimere la propria solidarietà e vicinanza quanti colpiti da questo ennesimo disastro. Ribadendo, la necessità di misure di sostegno adeguate alle imprese del territorio modenese dato l’eccezionale combinarsi in meno di due anni di eventi tanto tragici quanto catastrofici, “Caso unico nel panorama nazionale”, afferma l’Associazione.

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