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Cronaca

Tragedia in piscina. "Frenci è riuscito a salire sulla scaletta poi è finito dentro". Il racconto del papà

Il bambino, Frenci, arriva davanti alla vasca esterna, di quelle rialzate. La piscina era stata montata solamente da una settimana per festeggiare il compleanno della sorella maggiore di Francesco

"Mentre stavo parlando con il giardiniere, sono passate due persone. Queste, conoscendo il giardiniere, lo hanno salutato. Successivamente ho appreso che i passanti avrebbero visto mio figlio in prossimità della scaletta della piscina o addirittura mentre saliva, ma non hanno detto nulla. Nemmeno un cenno con la mano per dirmi che mio figlio era in pericolo"

Non si dà pace Patrick Pioppi, il papà del piccolo Francesco, il bimbo che è morto annegato la sera dello scorso 3 luglio nella piscina di casa a Sant'Antonio di Mercadello. Continua a pensare a quei drammatici istanti e nella sua mente ripercorre quelle circostanze cercando di capire se le cose sarebbero potute andare diversamente.  

Francesco, che avrebbe compiuto tre anni ad agosto, approfittando del padre che era appena uscito dalla porta di casa per incontrare il giardiniere e la madre che si era addormentata, probabilmente incuriosito da un giocattolo che galleggiava, dopo essere riuscito ad uscire in giardino, è salito sulla scaletta e da lì è finito in acqua dove non ha avuto scampo. 

A trovare il corpo del piccolo è stato proprio il padre che lo ha immediatamente estratto e con i soccorsi del 118 scattati e giunti sul posto anche con l’elisoccorso. Le manovre di rianimazione da parte dell’équipe medica si sono prodigate a lungo per cercare di di rianimare il piccolo che è poi stato elitrasportato al Policlinico di Modena dove, purtroppo, i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

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"Come sempre, anche quella sera, mia moglie Stefania aveva messo nostro figlio a letto per farlo addormentare. Nei giorni precedenti Francesco non era stato bene, aveva sofferto una bronchite. E così Stefania aveva trascorso notti insonni accanto al suo letto per accudirlo. Inoltre, quella stessa mattina si era dovuta svegliare intorno alle 5:30"

La moglie, come racconta il marito, è arrivata alla sera esausta. "Stefania era stanchissima ed era andata a coricarsi, certa che Francesco sarebbe rimasto nel suo lettino. Ma lui, poco dopo si è alzato e ha raggiunto la sua mamma perché voleva una tazza di latte come al solito"

Nel frattempo, Patrick si trovava in salotto assieme all’altra figlia. "Stavo aspettando il giardiniere a cui dovevo saldare il conto dei lavori che gli avevo commissionato. E mentre aspettavo, Francesco mi si è avvicinato e mi ha detto: “papi mi fai il latte?”. Stefania gli aveva detto di venire da me. Ma proprio mentre stavo per prepararglielo, il giardiniere ha citofonato. Mi sono rivolto ad alta voce a mia moglie, che era in un’altra stanza, per avvertirla che sarei uscito e pertanto se avesse potuto preparare lei il latte per Francesco"

Patrick raggiunge così il giardiniere che era all’esterno. «Uscendo, non mi sono accorto che Stefania si era già addormentata e non mi aveva sentito. Francesco deve avermi seguito, riuscendo a sua volta ad aprire la porta, dirigendosi verso la piscina».

Il bambino arriva davanti alla vasca esterna, di quelle rialzate. La piscina era stata montata solamente da una settimana ed era stata inaugurata qualche giorno prima per festeggiare il compleanno della sorella maggiore di Francesco. 

"Mio figlio è riuscito a salire su quella scaletta e da lì è finito dentro, probabilmente per cercare di prendere un giocattolo che galleggiava o attratto dall’acqua. Tutto questo dev’essere successo mentre parlavo con il giardiniere. Una volta rincasato, mi sono diretto verso la piscina perché volevo controllare la pompa di ricircolo dell’acqua che avevo precedentemente azionato. Ho visto mio figlio che galleggiava. Mi sono tuffato per recuperarlo ma era troppo tardi"

Il piccolo "Frenci", come lo chiama la sua mamma, era un bambino vivace e sorridente. "Amava la vita, cantava e ballava sempre - aggiunge Stefania con un filo di voce - ero orgogliosa di lui: era un bambino sempre sorridente fin dal mattino  lui si alzava col sorriso e andava a letto alla sera con il sorriso. Il sogno di ogni mamma. Mi diceva sempre: “la mamma è bella”, e io gli facevo eco: “Frenci è bello”. Era un mangione e si divertiva tanto a colorare e a ritagliare. Tra poche settimane avrebbe compiuto 3 anni, ma a guardarlo sembrava più grande, osservatore e sensibile. Mi mancherà come l’aria che respiro. Il mio cuore è spezzato in due"

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