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Cronaca Pavullo nel Frignano

Umilia la collega, trasferimento per il comandante della Compagnia Carabinieri

L'ufficiale sarà destinato ad un'altra sede, in attesa che le autorità facciano chiarezza. Il sindacato Nsc: "Provvedimento non coerente"

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Sarà trasferito in un altro territorio il capitano dei Carabinieri finito nella bufera per quella che sembrerebbe configurarsi come una grave umiliazione nei confronti di una sua sottoposta, una giovane in ferma volontaria cui l'ufficiale avrebbe scritto a penna sul volto per "firmare" l'ordine di servizio. Un gesto che ha destato scalpore e sdegno e sul quale si è mossa rapidamente pa struttura gerarchica dell'Arma, segnalando anche l'episodio alla Procura militare.

Ora l'ufficiale sarà trasferito in un'altra provincia. Una scelta che è però stata contestata da una delle sigle sindacali dell'Arma, il Nuovo Sindacato Carabinieri: "Riteniamo il provvedimento assunto dal Comando generale non coerente alla gravità del fatto che dimostra, sino a prova contraria, una mancanza di equilibrio nello svolgimento del delicato ruolo di comando - spiegano Massimiliano Zetti, Segretario Generale e Giovanni Morgese, segretario regionale - Il mero trasferimento, nella persistenza del ruolo, non risolve il problema ma semplicemente lo trasferisce in altra regione quasi a voler stigmatizzare una incompatibilità ambientale del capitano e non una incapacità, per cause allo stato conosciute, di adempiere al proprio ruolo. I problemi non vanno trasferiti e de localizzati ma risolti in radice".

Aggiunge Zetti: “Ritengo il provvedimento di trasferimento abnorme nella sua magnanimità, atteso che per questioni molto meno delicate e importanti taluni comandanti sono stati sollevati dall’incarico e trasferiti a fare l'addetto presso qualche Ufficio Legionale o di Brigata o delle Scuole. In attesa che si chiariscano i contorni della vicenda e delle responsabilità penali personali, Il Generale Luzi riveda il provvedimento”.

Anche Carmine Caforio, Segretario Generale USMIA Carabinieri, torna sul tema: "Il fatto è grave e va condannato, anche per dare una risposta giusta in primis ai cittadini e subito dopo a tutto il popolo in uniforme. Non siamo tenuti a sapere quali provvedimenti saranno adottati e quando, sta di fatto che, qualora gli stessi non dovessero risultare efficaci o adeguati alla grave vicenda che oltretutto ha suscitato clamore e gravissimo nocumento all'istituzione Arma, avranno un responsabile e la sua firma. Intanto, USMIA Carabinieri - conclude Caforio - continua a svolgere il proprio compito in silenzio e ferma determinazione."

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