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Cronaca

“Trovare l'America”, un'opera a firma modenese racconta l'epopea dei migranti

Paolo Battaglia presenta la sua ultima fatica, realizzata insieme a Linda Barrett Osborne e i documenti della Library of Congress di Washington. Oltre 500 immagini per ricostruire il carattere degli italiani che migrarono oltreoceano

Come eravamo noi italiani quando “Lamerica” si scriveva senza apostrofi e il miraggio di una vita dignitosa si concretizzava al di là dell’Atlantico. Milioni di persone, di molte regioni italiane, che hanno scelto il Nuovo Mondo per un progetto di vita, per vivere meglio, per costruire un futuro. I volti, le pose, gli abiti, i bagagli, gli oggetti, le storie, gli sguardi sono stati fissati in migliaia di fotografie, moltissime di queste raccolte nelle collezioni della “Library of Congress” di Washington, l’istituzione che più di ogni altra rappresenta la memoria ufficiale degli Stati Uniti. 

È da questo gigantesco magazzino della memoria, selezionando oltre 500 immagini, che hanno attinto gli autori di “Trovare l’America”, il volume ideato e curato dal modenese Paolo Battaglia e da Linda Barrett Osborne, con premessa di Martin Scorsese e introduzioni di Mario B. Mignone e Antonio Canovi. Il volume è stato presentato poche ore fa al Consolato Italiano a New York, seguiranno le presentazioni al Gala del NIAF a Washington il 24 ottobre e alla “Library of Congress” il 30 ottobre.

Il libro ricostruisce con grande vivacità e precisione la vita, spesso difficile, affrontata da milioni di nostri connazionali che scelsero l’emigrazione e il percorso che li ha portati a essere una grande risorsa per gli Stati Uniti. Oltre alle opere di autori noti come Lewis Hine, il libro riscopre artisti italiani come Carlo Gentile, che fotografò i nativi americani del Sud-Ovest nell’Ottocento, e Athos Casarini pittore futurista e apprezzato illustratore per le più popolari riviste newyorkesi d’inizio Novecento.

Una fotografia in chiaroscuro che, per precisa scelta degli autori, affronta sia gli aspetti positivi che quelli negativi dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti. “Molte opere si occupano della storia dei gruppi etnici che formano la società statunitense – spiegano Barrett Osborne e Battaglia – concentrandosi sui loro successi e sulle loro affermazioni. Anche noi li abbiamo evidenziati con orgoglio, ma non potevamo trascurare aspetti più problematici e complessi come il crimine organizzato e gli stereotipi negativi che ha innescato; la povertà e l’esclusione sociale; le lotte sindacali e anarchiche; le differenze politiche e culturali tra gli stessi italo americani. Dalle pagine del libro – spiegano ancora gli autori – emerge chiaramente che non esiste l’Italo Americano tipo, con caratteristiche costanti per ciò che riguarda le condizioni professionali, l’educazione, il carattere, le idee e le convinzioni. Le immagini della Library of Congress mostrano piuttosto la grande varietà in cui si manifesta l’esperienza italo americana negli Stati Uniti”. 

Paolo Battaglia, già Direttore dell'archivio fotografico Panini, è autore di oltre 30 libri e mostre, incentrati sull'illustrazione e la cultura popolare, come Un Italiano nella Cina dei Boxer (2000), un racconto fotografico sulla ribellione dei Boxer in Cina nel 1900; Frammenti di Guerra (2005) storia fotografica della seconda guerra mondiale a Modena e New York In & Out (2008) sull’immagine di New York a inizio Novecento.

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