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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Concordia sulla Secchia

Assunti e licenziati (per finta) per intascare gli assegni INPS, maxi truffa nella Bassa

Quattro residenti della Bassa e due legali rapprensentanti di altrettante cooperative sono finiti nei guai. Coinvolte 90 persone, con assegni di disoccupazione illeciti per 230mila euro. E l'indagine prosegue in Campania

“Reclutare” persone compiacenti e simulare prima l'assunzione e poi il licenziamento in due cooperative “amiche” per intascare e spartirsi l'assegno di disoccupazione emesso dall'INPS. E' questa in estrema sintesi la truffa che i Carabinieri di Concordia sulla Secchia hanno scoperto e approfondito con il sostegno della Compagnia di Carpi e che ha portato all'emissione di sei misure cautelari nei confronti dei promotori dell'organizzazione criminale e dei legali rappresentanti di due coop del settore edile e del giardinaggio. Una truffa ideata nella Bassa modenese e poi estesa alle zone confinanti di Mantova e Ferrara, fino a aconfinare in Campania, dove gli uomini dell'Arma stanno approfondendo alcuni collegamenti sospetti.

A dirigere le operazioni un noto pregiudicato residente a Cavezzo, il 49enne Renato Corvino, che i Carabinieri ritengono “la mente” della truffa. Insieme a lui altre tre persone, residenti tra Cavezzo e Poggio Rusco, che avevano costituito un'ampia rete di contatti: 90 sono infatti le persone indagate, che si erano prestate, soprattutto per difficoltà economiche individuali, a fare parte del gioco.

I loro nomi figuravano tra le assunzioni fittizie effettuate da due cooperative – i cui titolari sono stati raggiunti da un obbligo di dimora – che poi licenziavano altrettanto falsamente, producendo però tutta la documentazione che veniva presentata all'INPS per ottenere i sussidi. I Carabinieri stanno approfondendo anche la presenza di un commercialista che avrebbe curato le pratiche, ma ancora non vi sono evidenze concrete.

Il questo modo 28 delle 90 persone coinvolte erano riuscite ad incassare gli assegni: dai 400 ai mille euro al mese,  per una somma totale di 230mila euro nel periodo compreso tra il 2013 e il 2014. I soldi venivano poi spartiti al 50% tra gli organizzatori e i disoccupati. Tutto denaro truffato alle casse della previdenza, che ora dovrà essere restituito.

Le indagini sono partite, come detto, dai militari di Concordia, durante la perquisizione domiciliare. L'uomo inizialmente sospettato di spendere banconote false nei negozi della Bassa, ha poi rivelato essere un truffatore molto più astuto. Gli uomini dell'Arma hanno infatti rintracciato a casa sua libbretti postali intestati a soggetti terzi e da lì hanno cercato di approfondire, scoprendo il sistema truffaldino. Insieme all'operazione svolta sui nostri territori, coordinata dal PM Imperato della Procura di Modena, i Carabinieri hanno colto indizi che portano verso la Campania, dove una terza ditta parrebbe utilizzare lo stesso sistema fi falsi licenziamenti, questa volta però senza la complicità di “finti lavoratori”, ma utilizzando documenti di persone ignare.

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