Una finta associazione benefica per intascare le donazioni, tre denunce a Modena

Un italiano e due stranieri gestivano una finta associazione che avrebbe dovuto sostenere disabili e bambini affetti da malattie gravi. La denuncia grazie ai famigliari di un anziano, insospettiti dalle spese ingiustificate

Le restizioni e i controlli anticontagio non sono bastati a bloccare un truffatore seriale, arrestato ieri pomeriggio dai Carabinieri di Modena in collaborazione con la Compagnia della Guardia di Finanza. Tutto è nato dalla segnalazione dei famigliari di un anziano, per altro disabile, che all'insaputa dei figli aveva speso un’ingente somma di denaro. L’uomo, alla richiesta di chiarimenti da parte dei figli, aveva orgogliosamente risposto che stava contribuendo ad una “giusta causa” e che quei soldi servivano per sostenere le attività di un’associazione che si occupava di disabili e bambini affetti da malattie gravi e, a conferma di ciò, aveva mostrato i volantini e le ricevute via via rilasciate dagli operatori dell'associazione che lo aveva contattato.

Insospettiti, i figli si sono rivolti alla Stazione Carabinieri Modena Viale Tassoni cha ha da subito dato il via ad una complessa attività di indagine. Sapendo che un volontario sarebbe passato a casa dell’anziano a ritirare la donazione, i carabinieri lo hanno atteso davanti a casa: è stato così sorpreso un quarantenne italiano, che si fingeva volontario per intascare direttamente il denaro. Nell'occasione si era fatto consegnare 10 euro, emettendo una ricevuta falsa. L'auto del truffatore è stata perquisita e sono stati rinvenuti circa 240 euro in contanti, sottoposti a sequestro.

A seguito di un’ulteriore perquisizione, svolta con l'ausilio della Guardia di Finanza presso l’appartamento individuato quale sede della fantomatica associazione, i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro numerosa documentazione che sembrerebbe confermare notevoli guadagni illeciti accumulati nel tempo con questo stratagemma.

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Ciò ha permesso di denunciare a piede libero il quarantenne èer il reato di truffa, in concorso altri due volontari attivi della medesima associazione benefica inesistente, un israeliano e un marocchino. Sono in corso ulteriori indagini volte ad individuare analoghi episodi in danno di altre vittime.

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