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Promettevano matrimoni, poi chiedevano soldi. Sgominata una banda di truffatori 

Quindici persone in carcere per truffe milionarie ai danni di ignare vittime adescate online in tutto il mondo, ma anche per raggiri alle aziende con al tecnica del "man in the middle"

All’alba di questa mattina la Guardia di Finanza di Torino sta notificando l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 14 nigeriani e un italiano, tutti uomini, residenti nelle province di Torino, Aosta, Arezzo, Modena, Reggio Emilia e Prato. Per altri quattro è stato disposto l'obbligo di firma, mentre ci sono ulteriori 50 persone denunciate a piede libero. È stato disposto anche il sequestro di beni per 1,4 milioni di euro.

L'accusa è di avere truffato donne di tutto il mondo con la falsa promessa di un matrimonio e anche alcune aziende italiane ed estere con il sistema del cosiddetto 'Man in the middle', facendosi accreditare somme di denaro senza averne alcun titolo. Le indagini, che sono iniziate nel 2017, sono state condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria e coordinate dal pm Manuela Pedrotta della procura di Torino.

Le truffe sentimentali

Secondo quanto risultato dalle indagini, gli uomini adescavano le donne, perlopiù residenti in Europa, Asia e Nord America, in siti di incontri on line, al fine di intrecciare relazioni sentimentali a distanza. Una volta conquistata la loro fiducia, anche con promesse di matrimonio, richiedevano loro denaro adducendo improvvise necessità finanziarie riconducibili, ad esempio, ad una ingiusta detenzione in carcere oppure a gravi malattie dei propri figli.

Per risultare più affascinanti e credibili, i truffatori si spacciavano per agenti dell’Interpol, piloti di aerei, comandanti di grandi navi, ingegneri petroliferi, militari impegnati all’estero, così rafforzando sia la costante impossibilità di incontrare le vittime, sia le improvvise necessità di soldi.

In un caso una donna ha versato a uno dei truffatori 500mila euro con un singolo bonifico. Un'altra, nel corso degli anni, si è fatta spillare un milione e 300 mila euro. Ci sono poi casi meno onerosi, in cui la vittima ha perso solo qualche migliaio di euro. Alcune delle persone raggirate sono risultate così coinvolte da arrivare a vendere le proprietà di famiglia e ad indebitarsi per soddisfare le sempre più pressanti richieste di denaro dei truffatori.

Le truffe informatiche a persone e aziende

La truffa del cosiddetto 'man in the middle' consiste nell’inserimento fraudolento nella corrispondenza informatica altrui e nella sostituzione nei rapporti commerciali tra le aziende spiate, così da indurre queste ultime, con e-mail ingannevoli, a trasferire le somme dovute per i rispettivi rapporti di credito e debito su conti correnti creati ad hoc, in uso agli indagati. Anche in questo caso le vittime sono state in tutto il mondo.

In uno di tali casi i militari, insospettiti da un’operazione finanziaria anomala, hanno immediatamente avviato gli accertamenti e sventato il tentativo di truffa in corso a danno di una impresa operante nel trevigiano. Il tempestivo intervento, conclusosi con il sequestro del denaro prima che fosse ritirato dagli indagati, ha consentito di recuperare 50mila euro già sottratti all’azienda e destinati a scomparire tra prelievi in contanti e giroconti per l’estero.

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