Truffano un'azienda estera per 261mila euro e vendono in nero tonnellate di pellet, quattro denunce

Nei guai padre e figlio di Pavullo, che insieme ad altri due complici veronesi avevano orchestrato una truffa per poter rivendere in Italia il materiale mai pagato ai produttori

Quattro persone, residenti tra le province di Verona e Modena, sono state denunciate dalla compagnia della guardia di finanza di Legnago, in quanto ritenute artefici di una truffa ai danni di una società lettone. Si tratta di un cinquantenne di Verona, un trentenne di Sommacampagna e di padre (anche lui sulla cinquantina) e figlio (di circa 20 anni) di Pavullo nel Frignano. 

Le indagini, condotte dai militari e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, hanno preso il via da una querela di una società estera che lamentava il mancato pagamento, per un valore complessivo di oltre 261 mila euro, di una grossa fornitura di pellet. Sono partiti così gli accertamenti delle Fiamme gialle, che avrebbero permesso di risalire agli organizzatori e promotori di quella che si sarebbe rivelata come una truffa: documenti e spacciandosi per rappresentanti di una importante società francese del settore, questi avrebbero ordinato diverse partite di pellet per 1.135.000 chili complessivi, che sono stati poi consegnati.

La merce, successivamente, sarebbe stata trasferita in altri luoghi dagli indagati con lo scopo di farne perdere le tracce, mentre il mancato pagamento avrebbe permesso loro di immetterla sul mercato a prezzi più vantaggiosi rispetto alla concorrenza. 

L'indagine della Guardia di Finanza ha però permesso di ricostruire gli spostamenti della merce e di individuare 3 magazzini  due a Pavullo nel Frignano e uno a (VR), all'interno dei quali sono stati rinvenuti 145 mila chili di pellet confezionati in sacchi da 15 chili cadauno, stoccati e pronti per essere venduti. Nella stessa circostanza sono stati sequestrati oltre 8.000 euro in contanti, ritenuti il frutto della vendita in nero degli ultimi giorni

Le indagini si sono concluse con il deferimento all’autorità giudiziaria dei quattro per l’ipotesi di reato di truffa in concorso. Sono in  corso altri approfondimenti da parte delle Fiamme Gialle per di ricostruire il volume d’affari generato dall’attività economica illecita e recuperare le somme evase che ammonterebbero a circa 300mila euro. Inoltre, comunicano i militari, si provvederà anche alla tassazione di ulteriori proventi illeciti.

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(fonte Veronasera.it)

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