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Cronaca

Black Monkey, si apre il processo al boss che minacciò Tizian

Al via a Bologna l'udienza preliminare del processo contro Rocco Femia e altri 30 imputati. Regione, Provincia di Modena, Comune, Ordine Giornalisti, Comitato dei Professionisti, Libera e Legambiente chiedono di costituirsi parte civile al fianco del giornalista modenese

L'inchiesta ribattezzata “Black Monkey” arriva ad un punto di svolta, con l'inizio del processo che vede imputato il boss 'ndranghetista Nicola Femia, “Rocco”, insieme ad altre 30 persone, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. I fatti riguardano la gestione di un giro illecito di slot nei locali dell'Emilia e in tutta Italia, che sarebbe iniziata nel 2010 e culminata con un maxi sequestro dei videopoker incriminati nel gennaio dello scorso anno. A fare le spese di questa vicenda malavitosa, come noto, fu anche il giornalista della Gazzetta di Modena Giovanni Tizian, oggetto di minacce di morte a seguito delle sue inchieste.

Oggi presso il Tribunale di Bologna si aprirà l'udienza preliminare del processo che ha raccolto intorno al giornalista calabrese trapiantato a Modena una straordinaria solidarietà. Sono infatti tantissimi i soggetti, pubblici e privati che hanno deciso di inoltrare una richiesta per potersi costituire parte civile accanto a Giovanni Tizian. Prima fra tutti è la Regione Emilia-Romagna, per la quale si tratta tra l'altro di una prima volta: decisione presa per dare un forte segnale di legalità e contrasto alle infiltrazioni mafiose. Tra le altre istituzioni locali vi sono anche la Provincia e il Comune di Modena, che ha approvato una delibera in Giunta. Il presidente della Provincia Emilio Sabattini ha scritto: “Le istituzioni sono in prima fila nel contrastare ogni tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto sociale modenese e contro ogni gesto di intimidazione nei confronti della libertà di stampa”.

Richiesta di costituirsi parte civile è arrivata anche dall'Ordine Nazionale dei Giornalisti e da realtà territoriali, come i circoli di Libera e di Legambiente: tra questi figurano i coordinamenti di Libera Emilia-Romagna, di Modena e Bologna, di Reggio Emilia, di Carpi 'Peppe Tizian' e di Terre dei Castelli 'Lea Garofalo', nonchè i comitati di Legambiente Emilia-Romagna e Legambiente Modena. Anche il Comitato Unico delle Professioni di Modena (CUP) ha preso questa importante decisione ed è presente stamane a Bologna con una sua delegazione, che rappresenta 15 Ordini professionali del territorio.

Considerato dagli investigatori del Gico di Bologna e dalla Procura di Bologna organico alla 'ndrangheta reggina e poi alla guida di una autonoma struttura criminale, Femia è particolarmente noto ai modenesi in quanto dall'intercettazione della telefonata con Guido Torello - faccendiere recidivo e tra l'altro arrestato nel 2008 per associazione a delinquere, truffa e riciclaggio – emerse la frase incriminata riferita a Tizian: “Se questo giornalista non la smette gli sparo in bocca”. Per questa intercettazione, giudicata gravissima dai magistrati, Giovanni Tizian vive da oltre due anni sotto la protezione di una scorta armata.

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