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Cronaca

UniMoRe, l'integrazione scolastica è fondamentale per evitare ghetti impliciti

Uno studio del Dipartimento di Educazione e Scienze Sociali-UniMoRe conferma l'importanza dell'integrazione scolastica. Il pericolo a lungo termine è che il "treno dell'integrazione" non possa passare una seconda volta

In un mondo sempre più multiculturale UniMoRe si è posta il problema del'integrazione tra studenti italiani e immigrati. E' questo il nucleo della discussione intitolata “Le relazioni interetniche a scuola - Combattere il pregiudizio negli adolescenti italiani e immigrati”, dall'omonimo volume che ha coinvolto il Diparimento di Educazione e Scienze Umane, scritto sulla base delle ricerche del prof. Dino Giovannini e il prof. Loris Vezzali. 

I RISULTATI DELL'ESPERIMENTO SOCIALE. Il volume raccoglie i risultati di una ricerca portata avanti tra adolescenti, cioè 311 studenti (italiani e immigrati) di di 25 classi prime di cinque istituti secondari di Reggio Emilia, seguiti longitudinalmente per un periodo di tre anni, ovvero dal momento del loro ingresso nella scuola superiore sino alla fine del terzo anno.  La ricerca di tipo longitudinale, effettuata nell’ottobre 2009, maggio 2010, maggio 2011 e maggio 2012, è stata fatta con lo scopo di studiare l’evoluzione nel tempo degli atteggiamenti degli studenti. Finalizzato a studiare l’evoluzione nel tempo delle relazioni interetniche e interculturali, lo studio non si è limitato ad esaminare le relazioni tra italiani e immigrati all’interno della classe, ma ha valutato anche le relazioni all’esterno del contesto scolastico. Infine, si è misurato il pregiudizio inconscio, una variabile analizzata per la prima volta in studi di questo tipo.

I RAPPORTI INTERETNICI. “Il dato certamente molto rilevante emerso dallo studio – sottolinea il prof. Dino Giovannini di Unimore - riguarda come i rapporti interetnici stabiliti al momento dell’ingresso a scuola siano assolutamente determinanti e influenzino atteggiamenti ed emozioni nel corso dei tre anni successivi, sia tra gli italiani che tra gli stranieri. In particolare, gli studenti che avevano contatti interetnici positivi con i propri compagni all’inizio del primo anno erano anche quelli con meno pregiudizi alla fine del terzo anno”. 

AGIRE TEMPESTIVAMENTE. "Agire tempestivamente sin dall’ingresso a scuola – è scritto nelle conclusioni del libro - per impostare rapporti positivi tra studenti italiani e immigrati è dunque fondamentale non solo per l’obiettivo “sociale” di avviare relazioni interetniche positive, ma anche per creare climi di classe favorevoli alla riuscita scolastica e combattere l’abbandono scolastico, diventato purtroppo una vera e propria piaga sociale.

IL PREGIUDIZIO INCONSCIO. “Un ulteriore dato emerso dalla ricerca – aggiunge il prof. Loris Vezzali di Unimore -  è quello relativo al pregiudizio inconscio. Gli studenti italiani si sono mostrati moderatamente interessati a conoscere immigrati, con un trend in leggera crescita negli anni, a differenza degli immigrati, più interessati a conoscere l’altro gruppo. Gli studenti italiani hanno evidenziato verso gli immigrati un pregiudizio inconscio stabile nel tempo. Mentre il pregiudizio inconscio non era invece presente tra gli immigrati”.

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