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Cronaca Campus Universitario

Università, ecco la bozza del nuovo statuto d’Ateneo: spariranno le facoltà

Entro 3 mesi la valutazione del Ministro. All'orizzonte una drastica 'cura dimagrante' per gli organi collegiali e la non rieleggibilità del rettore

È stata completata la bozza del nuovo Statuto d’Ateneo dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Ci sono voluti 4 mesi (e 30 sedute) per dare il via libera ai 52 articoli del documento. Tra le principali novità c’è che il ‘magnifico’ rettore resterà in carica per 6 anni ma non potrà ricandidarsi. Ci sarà poi un rettore vicario per la sede di Reggio. Spariscono completamente le tradizionali facoltà, e viene ridotto anche il numero dei Dipartimenti e semplificato lo schema di ‘governance’ con un Cda più snello (11 membri). È proprio sulla ‘governance’ che si evince maggiormente lo spirito della riforma, teso fin da principio a mettere in atto una drastica cura dimagrante dell’Università italiana.

Nel documento ufficiale c’è spazio anche per le ‘quote rosa’: almeno un terzo dei componenti dovranno infatti essere donne. Lo statuto appena completato dovrebbe essere trasmesso al MIUR  entro il 26 luglio. Da allora il Ministero avrà 3 mesi per approvare lo Statuto o chiedere eventuali modifiche. Ma sono anche tante altre le novità contenute nella bozza che la commissione incaricata il 15 febbraio scorso ha stilato  sulla scorta delle indicazioni espresse nella legge Gelmini.   Più in generale dovrebbe essere introdotta la rappresentanza degli studenti in tutti gli organi collegiali e si tenterà di valorizzare maggiormente il ruolo di riferimento culturale, scientifico e tecnologico dell’Università rispetto al suo territorio, anche attraverso il rafforzamento della rete delle varie sedi.

COSA CAMBIA Il rettore avrà un solo mandato a disposizione (6 anni) e sarà il raccordo tra Cda e Senato accademico. Alla sua elezione parteciperanno tutti i professori di ruolo e anche i ricercatori a tempo indeterminato, nonché attraverso un meccanismo di ponderazione dei voti, con un incremento significativo rispetto all’attuale, tutto il personale tecnico-amministrativo e gli studenti eletti nei Consigli di Dipartimento. Inoltre sarà investito anche un rettore vicario, nominato dal rettore stesso che avrà il compito di rappresentarlo a Reggio Emilia oltre a sostituirlo in via ordinaria in tutte le funzioni d’Ateneo qualora fosse necessario. Il Senato accademico poi verrà formato non più da 26 membri ma da 25 e dovrà essere un organo di equa rappresentanza delle 3 aree scientifiche dell’Ateneo (biomedica, scientifico-naturalistica e umanistica). Rispetto al modello ‘minimalista’ proposto della legge Gelmini, avrà potere vincolante in materia di istituzione e soppressione di corsi e Dipartimenti. Di esso faranno parte il rettore, 9 direttori di Dipartimento, 3 rappresentanti delle scuole di Ateneo, 6 delle macro-aree disciplinari, 2 tecnici-amministrativi e 4 rappresentati eletti dagli studenti.

SCUOLE D’ATENEO - Molto più drastico di quello del Senato è il taglio al Cda, che passa da 25 ad 11 membri. I Dipartimenti, invece, verranno ridotti significativamente di numero. Per costruirne uno nuovo sarà necessario che almeno 35 docenti e ricercatori lo richiedano e che ne diventino la nuova struttura di base. Quando e se i Dipartimenti non avessero la capacità di gestire in autonomia i corsi di studio e di formazione, o quando si volessero raccordare per garantire una migliore gestione della didattica, potranno aggregarsi in scuole di Ateneo, praticamente le “eredi” delle facoltà, caratterizzate da una maggiore semplicità strutturale e, mai, comunque, in sovrapposizione con i Dipartimenti. Altri organi che concorreranno alla gestione dell’Università sono il Collegio dei Revisori dei Conti, il Nucleo di Valutazione e il Direttore Generale.

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