Vandalismo programmato. Il corteo antifascista imbratta la città

Circa 400 persone hanno sfilato attraverso il centro storico, per poi convergere su viale Gramsci e confluire nel parco XXII Aprile. Nessuno scontro, ma una lunga scia di vandalismi

Quello che molti avevano previsto alla vigilia della manifestazione anarchico-antagonista fissata per oggi, 25 aprile, si è puntualmente verificato. Come un copione già scritto. Circa 400 persone si sono date appuntamento per il corteo e hanno sfilato per le vie della città compiendo vandalismi. Convocata in nome del contrasto all'apertura del Centro Rimpatri di Modena, la manifestazione è stata una rivendicazione di antifascismo "militante", in opposizione a quello delle cerimonie istituzionali della Festa della Liberazione. Vi hanno preso parte diversi gruppi di estrema sinistra, provenienti dalle regioni del centro-nord e dalle province vicine.

Intorno alle ore 16 il corteo ha mosso da piazza Pomposa verso via Emilia, attraversando tutto il centro storico per poi dirigersi lungo viale Caduti in Guerra, viale Reiter e via Piave. Da piazzale Natale Bruni i manifestanti hanno imboccato il cavalcavia Mazzoni, che li ha portati poi a percorrere tutto viale Gramsci, fino a via Pio Donati e al parco XXII Aprile, dove l'assembramento si è formalmente sciolto.

La manifestazione attraversa il centro storico - IL VIDEO

Il percorso è e sarà ben riconoscibile anche nei giorni a venire, dal momento che l'opera di imbrattamento da parte di alcuni manifestanti è stata costante e sistematica. Programmata con anticipo. Muniti di bombolette spray e con il volto travisato, alcuni antifascisti hanno lasciato scritte di ogni genere sui muri degli edifici e sui monumenti. Altri hanno invece oscurato o danneggiato con vernice rossa le tante telecamere, pubbliche e private, disseminate lungo il percorso, in segno di spregio allo "stato di polizia". Vandalizzate anche vetrine e insegne di alcuni negozi del centro, oltre alla sede del Pd in viale Gramsci.

Alle ore 18.30 la manifestazione si è sciolta, quantomeno senza aver dato adito a violenze, se non verbali. Forze dell'ordine, partiti politici, gruppi di destra e giornalisti sono finiti negli slogan intimidatori dei manifestanti, facendo da corollario a rivendicazioni di vario genere. Il corteo è stato aperto e chiuso dai reparti in tenuta antisommossa di Polizia e Carabinieri, che non sono mai dovuti intervenire fisicamente: il serpentone si è attenuto al percorso stabilito dalla Questura. Gli unici momenti di tensione si sono verificati semmai nei confronti di alcuni cittadini a bordo strada, minacciati sistematicamente dai manifestanti di non riprenderli con il cellulare.

Le pattuglie della Municipale facevano le staffette per bloccare il traffico nei tratti interessati dal passaggio dei manifestanti, che a più riprese si sono fermati per brevi comizi in alcuni punti del percorso, dove sono stati accesi fumogeni, lanciati anche dal cavalcavia sul tracciato ferroviario. Chiusa l'emergenza di ordine pubblico, tra un diffuso sentimento di disappunto da parte dei modenesi, potrà partire la conta dei danni.

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