"Zocca c'è" all'anteprima del film su Vasco Rossi a Venezia

Una delegazione di 60 persone capitanata dal sindaco Pietro Balugani si è recata ieri alla Mostra del Cinema per assistere alla proiezione del film-documentario fuori concorso sulla vita del Blasco che ha salutato tutti con un audiomessaggio

La locandina di "Questa storia qua"

"Eccomi qua, sul tappeto rosso del festival del cinema di Venezia, per assistere con voi alla visione di questo film documentario, che racconta la terra dove sono cresciuto, la sua influenza su di me e sulla rockstar Vasco Rossi. Il film documentario è molto poetico. Io l'ho già visto e mi sono commosso. In bocca al lupo a tutti". Con un audiomessaggio registrato ieri, Vasco Rossi, non avendo potuto sbarcare al Lido per i noti problemi di salute,  ha inviato il suo saluto ascoltato in serata sul red carpet per la proiezione fuori concorso alla Mostra di Venezia del documentario su di lui, "Questa storia qua", di Sibylle Righetti e Alessandro Paris.

Per assistere all'anteprima del film (trasmessa anche in 200 cinema) in sala Darsena, è anche arrivato da Zocca, paese natale di Vasco Rossi, un pullman con 60 persone, fra i quali molti amici del cantautore che appaiono anche nel documentario, insieme al sindaco del paese, Pietro Balugani. Durante il red carpet trasmesso in diretta streaming da Rai Movie, condotto dal giornalista formiginese Vincenzo Mollica, il gruppo si è fermato in passerella dietro un grande cartello "Zocca c'é" e ha assistito alle interviste a Gaetano Curreri, al fratello di Massimo Riva (il chitarrista e amico fraterno di Vasco morto scomparso nel 1999) e alla storica portavoce del Blasco Tania Sachs.

La giornata da protagonista del rocker di Zocca alla mostra è iniziata con la proiezione del documentario per la stampa, seguita dall' incontro con i due registi, Sibylle Righetti e Alessandro Paris. Nella pellicola in uscita nella giornata di domani, l'obiettivo per i due autori era raccontare il Vasco vero, "lontano dai giochetti mediatici". La voce del rocker e una quindicina delle sue canzoni più amate, da Anima fragile a Albachiara, da Vivere all'inedito, scritto apposta per il documentario, I soliti, fanno da filo conduttore al percorso che si sofferma sul suo periodo meno conosciuto, l'infanzia e gli anni a Zocca, dove é nato e a cui resta profondamente legato.

Il film infatti propone un ricchissimo materiale inedito, tra filmati in Super8, Vhs e foto, i racconti della madre di Vasco, Novella, della sua tata e degli amici di una vita, quelli lontani dai palchi, con l'eccezione di Gaetano Curreri e del suo chitarrista Stef Burns. "Zocca è il luogo che ha influenzato tutta la sua musica. Non avevo visto raccontare il Vasco che conoscevo io e mi sembrava giusto che lui e suo pubblico si riappropriassero di quel patrimonio culturale", ha spiegato Sibylle.

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