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Cronaca Carlo Sigonio / Via Giovan Battista Amici

Via Amici: "ladro contorsionista" incastrato dalla prova del Dna

Nel tentativo di scardinare la tapparella e il vetro della porta-finestra di un appartamento, si graffiò lasciando quelle tracce di sangue utili agli operatori della scientifica per risalire al suo Dna

Nelle scorse settimane, era stato trovato dalla Polizia di Stato nascosto dentro una scatola di cartone riposta su un armadio di un appartamento in via Guarini in cui aveva fatto visita per fare razzia. Ma oggi, su M. G., 55enne nato a Regalbuto in provincia di Enna, salito alle cronache con il nome d'arte de "il ladro contorsionista", è caduta un'altra tegola: le indagini della Polizia Scientifica di Modena lo hanno identificato come il responsabile di un altro furto avvenuto a pasqua incastrandolo con la prova del Dna.

A primavera, infatti, il 55enne si era introdotto all'interno di un'abitazione in via Amici trafugando monili in oro e alcuni oggetti personali dei proprietari. Nel tentativo, poi riuscito, di scardinare la tapparella e il vetro della porta-finestra, si è graffiato lasciando quelle poche ma sufficienti tracce di sangue necessarie agli operatori della scientifica per risalire al suo Dna già acquisito in passato per un altro reato contro il patrimonio.

Per questa ragione, il giudice delle indagini preliminari, considerati i risultati delle indagini disposte dal pubblico ministero, ha fatto scattare un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di M. G. che attualmente si trova in carcere poiché condannato per direttissima a 13 mesi per il furto compiuto in via Guarini.

Evidentemente, il "ladro contorsionista" deve avere un legame particolare con Modena: già nell'estate del 1991, assieme ad altri complici, si era macchiato dei reati di rapina aggravata e sequestro di persona ai danni di un imprenditore modenese attivo nel campo delle auto-demolizioni.

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