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Cronaca

Fiorano: via dei vulcani di fango, entra in gioco l'Università

Il Dipartimento di scienze chimiche e geologiche curerà studi e ricerche per la realizzazione di nuovi itinerari turistici e carta turistico-ambientale

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Entra nel vivo il nuovo programma di valorizzazione dell’area dei Vulcani di fango, che coinvolge Fiorano, Maranello e Viano. In qualità di Comune capofila, Fiorano ha stipulato nei giorni scorsi una convenzione con i ricercatori del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia, per un programma di studio e analisi a fini scientifici ma anche turistico ambientali, che servirà a dare vita a un nuovo percorso unitario fra i fenomeni di questo tipo presenti sul territorio.

I ricercatori svolgono da anni attività di ricerca istituzionale nel campo dello studio dei geositi e nella realizzazione di carte geomorfologiche, geoturistiche e turistico-ambientali in grado di fornire supporto alle amministrazioni locali quali di strumenti di lettura del paesaggio nonché strumenti di promozione turistica. Il Dipartimento ha da tempo in corso ricerche nell’area in oggetto e dispone di una ricca documentazione scientifica; dispone inoltre della strumentazione utile allo svolgimento della ricerca.

“La Via dei Vulcani di fango – spiega l’assessore al turismo Sergio Pederzini – è stata chiamata così per un caso, legato alla richiesta di informazioni di un turista tedesco che non riuscendo a spiegarsi diversamente, ha definito in questo modo le Salse di Nirano. Ed è in effetti a un’ulteriore valorizzazione del turismo naturalistico ed escursionistico, di dimensione anche internazionale, che ci dedichiamo con questa iniziativa che, a partire dalla nostra riserva regionale, allarga i confini proponendo una possibilità di visita e di giro naturalistico più estesa, che coinvolga alcuni dei fenomeni analoghi presenti nelle nostre zone, in dimensioni più ridotte ma in scenari ambientali molto interessanti. Un progetto che fra l’altro resta aperto ad altre aree ancora, che potranno aderire in futuro”.

Per questi motivi è stata stipulata una convenzione, in cui è previsto che il dipartimento svolga studi per l’individuazione di un percorso stradale che colleghi i vulcani di fango dei territori suddetti, con scelta dell’itinerario di fruizione turisticamente più adatto, avvalendosi anche delle più moderne tecniche di cartografia informatizzata; predisporrà nuovo materiale cartografico, fotografico e di testo per arrivare a una stampa della Carta Turistico-Ambientale della via dei vulcani di fango, in grado di coniugare la rappresentazione dei più evidenti aspetti paesaggistici e geomorfologici (salse, calanchi, emergenze naturalistiche) con l’indicazione delle informazioni turistiche fondamentali (punti di accesso, punti panoramici, parcheggi, eventuali centri visite, percorsi escursionistici e didattici, aree di sosta attrezzate, punti di ristoro e di alloggio nelle vicinanze).

La documentazione verrà prodotta in italiano e in inglese. I primi risultati del lavoro svolto dal dipartimento insieme ai Comuni coinvolti nel progetto, si vedrà in poco più di un mese, con la definizione di un percorso che legherà i siti e con nuova cartellonistica turistica. Entro un anno dovrebbe essere definita anche la nuova carta geoturistica e si potrà considerare compiuta una prima tappa del piano di valorizzazione.  

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