Detenuti e poliziotti al Pronto Soccorso, ancora violenza in carcere

Al Sant'Anna si è assistito a tre nuovi episodi critici in altrettanti giorni. Ricovero d'urgenza per un nordafricano che ha ingerito lamette e viti, tre invece gli agenti della Penitenziaria medicati dopo l'ennesima aggressione

Animi sempre molto tesi nel carcere modenese di Sant'Anna. Alla mobilitazione sindacale in corso da ormai molte settimane, fanno seguito costanti episodi violenti che hanno trasformato la struttura in luogo ad altissimo rischio, sia per la salute degli agenti di Polizia Penitenziaria, sia per l'incolumità stessa dei detenuti, i cui gesti autolesionistici si moltiplicano. I giorni di Ferragosto non hanno fatto eccezione.

Lunedì 15, infatti, un detenuto extracomunitario ha minacciato un ispettore e l’agente di servizio in infermeria brandendo una lametta per poi utilizzarla sul suo corpo provocandosi diversi tagli. È quindi andata in scena una vera e propria trattativa per far gettare l'arma tagliente ed evitare che lo straniero si procurasse lesioni più serie. Dopo aver ricevuto le cure del caso, il detenuto ha poi deciso di barricarsi in infermeria, facendosi scudo con le sedie e il lettino, costringendo gli operatori penitenziari ad immobilizzarlo e, a fatica, accompagnarlo in isolamento precauzionale.

Nella stessa serata altro detenuto magrebino ha ingerito quattro viti e tre lamette in quanto non sopportava il reparto a custodia chiusa e pretendeva di cambiare sezione. Poco dopo è stato accompagnato d’urgenza al pronto soccorso, rifiutando il ricovero ed anche la dimissione.

Ancor più gravi gli ultimi episodi risalenti alla serata di ieri, 18 agosto, allorquando è andata in scena l’ennesima vicenda con protagonista (in negativo) un detenuto extracomunitario che ha opposto condotte violente per evitare il trasferimento nella sua camera di un’altro ristretto. L'uomo ha aggredito il personale intervenuto e sono serviti tre poliziotti penitenziari per bloccarlo e riportare la calma nel reparto: a seguito delle botte ricevute i tre agenti sono stati medicati e refertati con sette giorni di prognosi a testa. 

"La confusione che attualmente regna all’interno della struttura modenese è rappresentata anche da alcune dinamiche che investono procedure di ubicazione al reparto “accoglienza” - spiegano i sindacati di Polizia Penitenziaria Sappe, Osapp, Uilpa, Cgil, Cisl, Uspp e Cnpp – con tutta una serie di provvedimenti che riflettono una discutibilissima gestione della popolazione detenuta". I sindacati hanno chiesto l’avvicendamento dei vertici della struttura (direttore e comandante), lo hanno ribadito a chiare lettere anche alla massima Autorità Amministrativa Regionale (il Provveditore), hanno comunicato l’intera situazione, con copiosa corrispondenza, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, invocando quel senso di responsabilità che dovrebbe sempre contraddistinguere la dirigenza di una Pubblica Amministrazione.

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