Vivere Modenese | Le 4 curiosità che non sapevi su Sandrone e la famiglia Pavironica

Il Giovedì Grasso che piace tanto ai bambini modenesi è arrivato e con lui anche Sandrone, la Pulonia e Sorghiguelo, ossia la famiglia Pavironica. Ecco le 4 curiosità che probabilmente non sapevate sulla maschera di Sandrone

(foto della pagina facebook Sandrone)

Il Giovedì Grasso che piace tanto ai bambini modenesi è arrivato e con lui anche Sandrone, la Pulonia e Sorghiguelo, ossia la famiglia Pavironica. Dopo avervi spiegato l'origine della maschera di Sandrone, vi presento oggi le 5 curiosità che probabilmente non conoscete dietro alla famiglia che reso il carnevale modenese unico. 

I VESTITI SONO DEL 1700. C'è spesso una gran confusione nel definire lo stile di vestirsi della famiglia Pavironica. E' infatti comune l'idea che si tratti della moda del 1800, dato che in quell'epoca nacque ufficialmente la maschera del Sandrone, in realtà lo stile è del XVIII secolo. Giacca di velluto a coste marrone, pantaloni al ginocchio della stessa stoffa, calze a righe trasversali bianche e rosse, gilet a fiori e robusti scarponi da contadino, questo è il vestiario settecentesco di Sandrone. Questa scelta di stile potrebbe avvalorare la tesi che in realtà la figura del Sandrone sia legata ad un contadino ricevuto a corte dagli Estensi proprio nel '700. 

I MODI DI DIRE DI SANDRONE. Se gli sproloqui di Sandrone hanno sempre tenuto testa all'attualità della vita modenese, dall'altro canto la Società del Sandrone ha voluto lasciare alcune frasi intatte nella storia, come "marchio di fabbrica". La più famosa è quella di inizio del discorso che è sempre la stessa: “Mudnés ed raza e mudnés d’alevamèint; mudnés importé e mudnés ed passàg’; mudnés ch’a sì chè e mudnés luntàn da Mòdna per bisègn, a-v salut”. Questo non è solo un motto iniziale, ma una caratteristica della modenesità: secondo la tradizione, chi è a Modena è protetto dalla comunità modenese, indipendentemente che sia geminiano o meno. 

SANDRONE NON PARLO' SEMPRE DAL TERRAZZO DEL COMUNE. Nella storia modenese ci fu un anno in particolare in cui Sandrone non fece il suo sproloquio dal tradizionale terrazzo del Comune, ma da sopra la Preda Ringadora. La guerra aveva interrotto la tradizione dello sproloquio della famiglia Pavironica, ma nel 1946 per Giovedì Grasso, Sandrone si presenta ai cittadini modenesi che vedono il lui l'unico rappresentate vero e condiviso della comunità modenese. Così per avvicinarsi di più al popolo scegliere la Preda. 

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IL MITICO "BOSCO DI SOTTO". Si dice che la famiglia Pavironica abbia dimora nel "Bosco di Sotto". A lungo si è cercato questo luogo, che evidentemente non è una località geografica, ma più un luogo legato al mito e alla tradizione. Tre sono le teorie: si potrebbe trattare del Bosco di Rainusso che si trovava fuori dalla Villa della Pentetorri voluta dal duca Francesco I nel 1650 come residenza di villeggiatura. Opppure si potrebbe trattare del Bosco della Partecipanza, cioè tra Nonantola e S. Giovanni in Persiceto. Altri lo identificano con il bosco di San Felice. In tutti i casi si tratta di una località lontana dal rumore della città e questo basta ai modenesi per stimare Sandrone e il suo discorso se ha un sapore di "antica saggezza". 

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