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Metalmeccanici, Mattiello (Fim) boccia l'accordo Fiom-Confapi

"Tante volte abbiamo sentito la Fiom affermare che non avrebbe mai firmato accordi separati, aggiungendo che il suo statuto lo impedisce. Eppure ieri l'altra sera la stessa Fiom ha firmato il contratto nazionale delle piccole e medie imprese da sola, senza Fim e Uilm"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Un accordo di basso profilo, peggiorativo rispetto a quello firmato da Fim e Uilm con Federmeccanica. Il segretario provinciale della Fim di Modena, Claudio Mattiello, boccia l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale delle piccole e medie imprese del settore metalmeccanico, firmato da Unionmeccanica (Confapi) e Fiom-Cgil. «Tante, forse troppe volte, abbiamo sentito la Fiom affermare che non avrebbe mai firmato accordi separati, aggiungendo che il suo statuto lo impedisce – dichiara Mattiello – Eppure ieri l'altra sera la stessa Fiom ha firmato il contratto nazionale delle piccole e medie imprese da sola, senza Fim e Uilm. È un contratto che servirà soltanto alla Confapi, che sta perdendo pezzi per strada in termini di aziende associate. Cosa sarebbe successo se avessimo firmato noi un accordo dopo appena due incontri e senza una piattaforma approvata dai lavoratori»? Mattiello spiega che l’ipotesi di accordo tra Fiom e Confapi allunga la durata del contratto da 36 a 41 mesi e che l’aumento salariale, in termini complessivi,è inferiore a quello del contratto Federmeccanica; ma è soprattutto la parte normativa a essere largamente peggiorativa. «Il documento non presenta alcun miglioramento dei trattamenti delle malattie lunghe, né impegni all’istituzione di un fondo sanitario integrativo. Nell'ipotesi si chiedono soldi alle imprese per la bilateralità, senza indicare a cosa servono, e comunque nulla è previsto a favore dei lavoratori. Non c'è nessun miglioramento nell'utilizzo individuale degli orari per le esigenze personali dei lavoratori, né sul part time; non è prevista alcuna maggiorazione salariale per le basse qualifiche. Insomma, è un'ipotesi di rinnovo del ccnl che non risponde alle esigenze dei lavoratori delle piccole e medie imprese, trattati peggio rispetto a quelli della grande impresa. Quando firma la Fiom va bene tutto, quando firmano gli altri svendono diritti… Qualcuno ora dovrà riflettere», conclude il segretario provinciale della Fim.

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