Agenti di Commercio Settore Moda. Bagnoli (FNAARC): "Perdite ingenti, a rischio la categoria"

Uno dei settori trainanti dell'economia emiliano-romagnoli è a rischio di seria crisi, lo spiega Bagnoli: "A rischio gli agenti di commercio del settore moda sia afferenti il pianeta Luxury che lo sportswear che lo sport attivo"

Tra i settori più colpiti, e che saranno più colpiti, a causa della crisi economica causata dal Covid-19 c'è anche il settore Moda, che è uno dei capisaldi dell'economia emiliano-romagnola. Ad intervenire a riguardo è stato Luca Bagnoli, Vice Presidente Nazionale F.N.A.A.R.C. e Vice Presidente Ass.ne Agenti Rappresentanti Bologna affiliata F.N.A.A.R.C: "In questa pandemia da Covid-19, oltre al rischio per la salute, il nemico principale contro cui battersi per salvare vite, sarà l'attenzione nella cosiddetta seconda fase. Nel progressivo ritorno alla normalità, stravolti completamente gli scenari commerciali, un altro acerrimo nemico da contrastare con forza e che sta già avanzando inesorabilmente, è senza dubbio il grave rischio di crisi; si abbatterà su professioni ed imprese di vario genere e natura. Tra questi gli agenti di commercio del settore moda che comprendono i comparti abbigliamento, calzature, accessori sia afferenti il pianeta Luxury che lo sportswear che lo sport attivo."

Continua Bagnoli: "La catena distributiva è molto lunga, e tra la produzione e i punti vendita, l’intermediario di settore, si espone anticipatamente in prima persona per organizzare la campagna vendite. Facendo un banale e veloce esempio, la merce esposta nelle vetrine per la primavera 2020, è stata presentata dalle case produttrici attraverso il campionario a Giugno 2019, quindi ideata e realizzata tra Novembre 2019 e Febbraio 2020. Già dall'estate precedente, un solo mese dopo la presentazione quindi, l'agente di commercio è in moto per raccogliere gli ordini. Tutto questo anticipando quei tipici costi commerciali in prima persona: costi di struttura, show-room, segreteria, collaboratori, automezzi, campionari. Le aziende produttrici riconoscono trimestralmente le provvigioni sulle vendite e solo per gli ordini andati a buon fine ossia a maturazione; in altre parole all’avvenuto pagamento da parte del commerciante cliente. Quindi tra la raccolta degli ordini e l’incasso delle spettanze, mediamente trascorre un anno. Di fronte a questa disastrosa nuova realtà, causata dal Covid-19, con tutto il dettaglio chiuso, anche la nostra categoria è inesorabilmente e totalmente ferma. L'agente di commercio si ritrova esposto finanziariamente per aver anticipato tutte le spese commerciali e tutte quelle fisse di mantenimento delle proprie strutture."

"Purtroppo finora poco si è parlato degli agenti ed è per questo che si è dovuta sostenere una defatigante battaglia con il governo - per poi spiegare -  come sindacato F.N.A.A.R.C (Federazione Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio), in cui chi scrive ricopre un incarico come vice-presidente nazionale, oltre che vice-presidente a Bologna, perché almeno venisse riconosciuto come per tutte le altre attività di impresa il bonus dei 600 euro, purtroppo dato non scontato in principio. Ora si apre lo scenario della ripartenza ed è per questo motivo che abbiamo estremo bisogno che i tempi siano rapidi; la moda, che sarà verosimilmente fra le ultime a rimettersi in movimento, dovrà per questo motivo affrontare tutte le difficoltà del caso. Il comparto in questione muove cifre da capogiro: ci sono circa 4.500 showroom su territorio nazionale, con oltre 14mila dipendenti a tempo indeterminato e oltre 6mila contratti di collaborazione. La raccolta ordini precedente (per la stagione invernale cioè) che prevede la consegna al dettaglio a partire dall'autunno 2020, già era stato difficoltoso a causa di consistenti decrementi strutturali sugli acquisti."

"Oggi con il blocco nazionale totale imposto, si è dovuto sospendere repentinamente tutto - conclude Luca Bagnoli - E' questo il momento in cui deve esserci il sostanzioso e consistente sostegno da parte delle istituzioni, per poter sperare nella sopravvivenza del comparto limitando licenziamenti e ridimensionamenti drastici.  Il primo decreto emanato dal governo, non ha tenuto in debita considerazione la categoria che, si ribadisce, gioca un ruolo fondamentale nell'economia nazionale al netto del commercio elettronico che non può in alcun modo sovrapporsi al lavoro degli agenti. Il danno già certo per la categoria deriverà da perdite provvigionali elevatissime, a causa della merce non consegnata, seppur ordinata legittimamente. Urgono Interventi di agevolazione fiscale (ad es. per la Tari, per le varie addizionali regionali) almeno per un anno; di agevolazione tributaria sui contributi previdenziali e assistenziali, perchè vengano sospesi almeno fino alla fine del 2020 e solo in subordine almeno per 6 mesi; interventi di supporto a fondo perduto per le locazioni degli uffici e show room; una moratoria sui rientri degli affidamenti bancari (per chi avesse questa necessità) e l’azzeramento delle spese e degli interessi. Queste sono solo alcune delle richieste minime. La categoria non deve essere abbandonata a se stessa costringendola a contrarre ulteriormente debito per fare fronte all'imposizione fiscale di uno Stato che non sta restituendo quanto dovuto dal patto con i contribuenti."

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