Agricoltura e cimice asiatica: Confermato lo Stato di calamità ma poco tempo per le domande

Il ministero dell'Agricoltura ha accolto, dopo vicende travagliate, le richieste avanzate dalla Regione per concedere lo stato di calamità sui danni provocati dalla cimice asiatica. i vicepresidenti di Confagricoltura Emilia-Romagna: “Risorse insufficienti a far fronte al totale indennizzo dei danni”

Traguardo (quasi) raggiunto per le aziende agricole danneggiate lo scorso anno dal flagello della cimice asiatica, dopo lunghi mesi di appelli segnati da manifestazioni di piazza, cortei di agricoltori e presidi davanti alle prefetture della regione.

 "Sono state finalmente accolte le nostre richieste. Il ministero dell'Agricoltura, sulla base delle richieste avanzate dalla Regione, ha concesso lo stato di calamità  all'intero territorio emiliano-romagnolo per i danni causati dalla cimice asiatica"-  fanno sapere i vicepresidenti di Confagricoltura Emilia-Romagna, il ferrarese Gianluca Vertuani e il ravennate Andrea Betti, in rappresentanza delle aree più colpite-  "Tuttavia, le risorse messe a disposizione dal Fondo di solidarietà nazionale, finanziato con 80 milioni di euro nell'ultima legge di bilancio, non sono sufficienti a far fronte al totale indennizzo dei danni, che in Emilia-Romagna ammontano a oltre 250 milioni di euro", ammoniscono Vertuani e Betti. Insomma, la soddisfazione è parziale, anche perchè l'associazione agricola giudica troppo stretti i tempi per fare domanda di indennizzo: le richieste dovranno essere presentate alla Regione entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella Gazzetta Ufficiale.

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"Serve una deroga perché  è impensabile rispettare i tempi nel pieno della pandemia globale"- avverte Betti sottolineando che, nella provincia di Ravenna, circa il 60% delle aziende frutticole hanno registrato una ingente perdita di produzione- "Abbiamo aspettato cinque mesi per avere una risposta sullo stato di calamità, chissà quanto ancora dovremo attendere per ottenere il via libera al clorpirifos metile, l'agrofarmaco in grado di contrastare la cimice asiatica messo al bando dalla Ue, per il quale è stata avanzata dal ministro Bellanova a Bruxelles la richiesta di utilizzo in deroga speciale e localizzata della molecola- nota Vertuani - Se l'Italia non cambia registro, l'agricoltura chiude davvero i battenti. I frutticoltori emiliano-romagnoli che non hanno espiantato nel 2019, lo faranno quest'anno. Quindi ci giochiamo le ultime carte consapevoli delle criticità sopraggiunte: coronavirus, eventuale blocco delle merci, mancanza di manodopera e flessione dell'export made in Italy". (Dire)

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