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Albergatori modenesi nello sconforto: zero rifiuti, ma la Tari resta

Federalberghi fa il punto della situazione: "A Modena sconto del minimo sindacale, così non ci rialziamo". Molte strutture cittadine sono chiuse

Si può pagare una tassa dei rifiuti se non si producono rifiuti? "Sborsiamo cifre che non stanno nè in cielo nè in terra, accumulando debito. Con gli alberghi chiusi, si sarebbe potuto sospendere tutto. Anche perchè quello dei rifiuti è un servizio, più che una tassa. E intanto il mondo è cambiato. Due anni fa, quando Modena e l'Emilia-Romagna volavano sul turismo, avevamo un'occupazione delle camere al 90%, tra stranieri e italiani, business e famiglie. Oggi io continuo a tenere aperto, con un'occupazione al 7%-8%. Avanti cosi' non si riparte più, nemmeno nei prossimi anni: ce lo dicono tutti gli indicatori". 

Scuote la testa Amedeo Faenza fuori dal suo hotel Milano, il nuovo 4 stelle in corso Vittorio Emanuele II, a due passi dall'Accademia militare di Modena. Nei giorni della petizione consegnata al prefetto o meglio in Prefettura, in attesa del successore di Pierluigi Faloni andato in pensione a metà gennaio, si certificano fatturati calati fino all'80% e oltre 3.000 imprese a rischio chiusura nel terziario territoriale. Ed è proprio la sub-categoria degli albergatori a raccapezzarsi di più. 

Un capitolo a parte se lo prende la spazzatura: gli alberghi sono vuoti da quasi un anno, non si produce più pattume di alcun tipo, eppure i Comuni continuano a richiedere il pagamento della Tari. In media, tra gli albergatori si pagano anche fino a 10.000 euro all'anno per i rifiuti: incide la metratura dell'immobile, non quanti rifiuti produci. "È intollerabile", taglia corto Faenza, presidente provinciale e vicepresidente regionale di Federalberghi oltre che titolare del Milano, riaperto in estate dopo la chiusura forzata.

"Il Milano è aperto, ma la lista delle chiusure attuali in città recita Europa, Principe, Donatello, Rechigi e Estense, solo per fare qualche esempio. Del resto, non c'è domanda. Noi siamo vicini all'Accademia, cerchiamo di dare un minimo di servizio, oltre che un segnale, ma è tutto difficile...", sospira Faenza raccontando alla Dire. E' reduce da una riunione con gli albergatori di città e provincia mercoledì, alla quale sono stati rimessi in fila tutti i problemi. E dalla quale sono spuntate anche diverse segnalazioni puntuali: non manca chi, dopo che ha chiesto lo sconto Covid del 25% sulla quota variabile della tassa dei rifiuti, annunciato dai Comuni l'anno scorso per andare incontro alle categorie del terziario in questa fase di emergenza, si è sentito dire "doveva far domanda entro fine anno". In effetti, dicono i regolamenti, solo per certe categorie economiche non c'è bisogno di presentare richiesta, e gli hotel non sono in lista. 

Così, sta partendo una nuova richiesta di incontro al Comune, confidando che la giunta Muzzarelli risponda presto e soprattutto possa rivedere qualcosa. Ne parla Luca Ascari, della segreteria di Fipe-Confcommercio, che sta facendo i conti in questi giorni e incalza: "Al di là dei vincoli italiani nel dibattito sulla tassa dei rifiuti nell'era Covid, ci siamo trovati di fronte a un muro da parte dei Comuni della provincia di Modena, soprattutto da quelli, la gran parte quindi, gestiti da Hera, anche se con Aimag non è che sia andata diversamente".

I Comuni, spiega Ascari alla Dire, hanno adottato, chi più chi meno, l'obbligo di recepire l'indicazione nazionale di sconto al 25%: il Comune di Modena l'ha tradotto al minimo indispensabile, nel senso che ha applicato il 25% sulla quota variabile solo sulla terza rata, l'ultima, e quindi solo sul 25% del totale, visto che la prima rata vale il 50% e la seconda il primo 25%. È il minimo sindacale, a norma di legge di meno non si poteva. Ci hanno sempre detto 'no, la Tari non si tocca', come fosse una cosa sacra", si rammarica l'operatore Fipe. 

Che aggiunge: "Stiamo costruendo una mappa provinciale ad hoc municipio per municipio, per capire i trend. Qualche Comune ha fatto di meglio del capoluogo, come Vignola o diversi altri in montagna, dove sono state date più possibilità. A Modena invece, che fra l'altro non applica la tariffa puntuale a differenza di altri Comuni della provincia, un albergo ha fatto richiesta adesso, perchè adesso si è accorto di non aver avuto alcun tipo di sconto. Ma gli è stato risposto che, 'come da deliberà, di un giorno prima fra l'altro, avrebbe dovuto fare domanda entro il 31 dicembre. Per questo stiamo scrivendo la lettera di richiesta di incontro al sindaco Muzzarelli". 

Aggiunge intanto Faenza, con un appello al Governo e una lode alla Regione: "Chiediamo al Governo, almeno, di poter pagare quello che dobbiamo in tempi più dilatati: se tra tre o quattro mesi arrivano tutte le bollette insieme- avvisa il presidente Federalberghi- sarà impensabile sostenerle. La Regione è molto attenta e seria su queste questioni, siamo costantemente in contatto e in sintonia, stiamo facendo i salti mortali sulla promozione per salvare gli alberghi. La Regione fa quello che puo'. Nel nostro settore, tra Appennino, costa, terme e business, non avevamo nè la disoccupazione nè la cassa integrazione...".

(DIRE)

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