Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Distretto carni, per scovare le false cooperative la Regione si affida ad un algoritmo

Presentato oggi in Regione un nuovo sistema di analisi elaborato da Unioncamere Emilia-Romagna ed Ervet per lo studio del sistema produttivo nel distretto delle carni. Gruppo di lavoro coordinato dagli assessori Palma Costi e Massimo Mezzetti

Un algoritmo per approfondire la conoscenza sulle forme cooperative, costruendo un sistema di analisi codificato e integrabile con i contributi degli enti competenti, elaborato da Unioncamere Emilia-Romagna ed Ervet e presentato insieme a una ricerca condotta dalla Fondazione Mario Del Monte sulla costruzione di una buona cooperazione.

E’ quanto è stato definito nel corso di un incontro che si è tenuto oggi pomeriggio a Bologna, nella sede della Regione in viale Aldo Moro, del gruppo di lavoro per la definizione di un modello produttivo con al centro i diritti dei lavoratori e la competitività delle imprese nel distretto delle carni. Un gruppo di lavoro che è stato coordinato dagli assessori regionali alle Attività produttive e alle Politiche per la Legalità, Palma Costi e Massimo Mezzetti, di cui fanno parte oltre la Regione la Provincia di Modena, il Comune di Castelnuovo Rangone, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e i Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico.

Nell’incontro sono dunque stati messi a disposizione dei partecipanti  gli elementi conoscitivi necessari per orientare il lavoro, ciascuno per le proprie competenze, verso azioni di prevenzione e di controllo interno da parte delle associazioni di categoria e dei sindacati e di vigilanza da parte degli organi ispettivi. La proposta di modello di analisi, valutata con molto interesse da tutti i componenti del gruppo di lavoro, sarà oggetto di approfondimenti e integrazioni di contributi  per renderla maggiormente efficace e operativa.

Per quanto rispettabile, lo sforzo della Regione e la semplice analisi dei dati - per quanto elaborata - non possono però da soli sostituire l'unico strumento veramente efficace per debellare fenomeni di caporalato e sfruttamento: le ispezioni e le sanzioni alle aziende che non rispettano le norme di legge. Una recente indagine provinciale ha rivelato che al di fuori delle coop che aderiscono alle centrali ci si orienta in una vera e propria giungla, in cui lo Stato è il grande assente. La revisione prevista dei fini mutualistici delle imprese cooperative - prevista per legge ogni uno due anni - è la vera assente del sistema regionale (e non solo), lasciando così libero spazio a una moltitudine di coop che sfruttano con la complicità di tante aziende i benefici riservati alle cooperative senza averne alcun requisito.

“Stiamo lavorando insieme– commentano gli assessori Palma Costi e  Massimo Mezzetti- per condividere azioni comuni utili a consentire uno sviluppo del nostro sistema produttivo che garantisca una sana competitività fra imprese e allo stesso tempo tuteli il lavoro e la legalità, nel solco del Patto per il Lavoro firmato in Regione. Siamo consapevoli che lo sforzo necessario per prevenire ed espellere forme di illegalità che inquinano la nostra economia, promuovendo la qualità del lavoro può essere raggiunto solo con il contributo congiunto di tutti i soggetti coinvolti. Possiamo così tutelare un territorio, le imprese insediate, le persone che ci lavorano e le nostre comunità”.

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