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Martedì, 24 Maggio 2022
Economia Finale Emilia

Pera Emilia Igp, grido d'allarme degli agricoltori di Finale Emilia 

I frutticoltori della Bassa invocano un intervento più concreto della Regione dopo il disastro meteorologico dello scorso 15 settembre, che devastò i filari. Le associazioni di categoria hanno chiesto un nuovo incontro

È un vero e proprio grido di aiuto alle istituzioni regionali quello che viene lanciato dai frutticultori di Finale Emilia. Le conseguenze del terribile evento meteorologico del 5 settembre 2015 che ha colpito l'intero territorio comunale - quando il forte vento e la grandine, inusuale per quantità e dimensioni, distrussero buona parte degli impianti frutticoli oltre che delle strutture di prevenzione - rischiano di mettere in ginocchio diverse aziende agricole in modo irreversibile. 

In questi giorni alcune imprese stanno abbattendo ed espiantando i loro frutteti di pere, ma non sanno ancora se potranno essere in grado di impiantarne dei nuovi. Un duro colpo per uno dei territori maggiormente impegnati nella produzione della pera IGP regionale.

I danni provocati da quell'evento sono stati molto più ingenti di quelli solitamente riconducibili alle semplici grandinate, così come ha accertato il servizio IdroMeteoClima dell'Arpa Emilia-Romagna che, dopo uno studio tecnico e statistico-storico, ha definito quella tempesta come un “evento raro”.

Se non arriveranno risposte dalla Regione - a cui le associazioni agricole Cia, Confagricoltura e Coldiretti, insieme all'Amministrazione Comunale ed alle Cooperative Agricole Sistema Frutta, Ital-Frutta e Fruit Modena, hanno chiesto un sollecito incontro - la pericoltura finalese pare destinata ad un forte ridimensionamento. «La Giunta Regionale ha delimitato l’area colpita dal disastro meteorologico attivando dei meccanismi previdenziali per i dipendenti del settore, bene… - spiega l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Finale Emilia, Angelo d’Aiello - ma è accertato da tutti che le piante da frutto distrutte dalla grandine avranno, almeno per 2-3 anni, un serio problema di produzione, con evidenti conseguenze sul reddito degli agricoltori e delle loro famiglie: la mancanza di misure concrete per far fronte ai danni frenerà ogni possibile investimento, indebolendo inevitabilmente quella che era una delle eccellenze del territorio regionale».

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